Carcere e droga, nove misure cautelari: oggi i dettagli dell’inchiesta
L’indagine della Dda di Napoli coinvolge persone in sei province e punta a presunti legami con sette clan camorristici
Sarà il procuratore della Repubblica di Napoli a illustrare gli sviluppi dell’inchiesta durante una conferenza stampa fissata alle ore 10 negli uffici della Procura. L’incontro servirà a chiarire il ruolo dei nove destinatari delle misure cautelari e la rete criminale ricostruita dagli investigatori.
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Sette clan nel quadro investigativo
Secondo l’ipotesi accusatoria, le condotte contestate avrebbero favorito diversi gruppi camorristici: Mazzarella, D’Amico, Troncone, Ferrara-Cacciapuoti, Gionta, Avventurato e De Luca Bossa Minichini. Per gli indagati vengono inoltre prospettate aggravanti legate al metodo mafioso e alla volontà di sostenere le attività delle organizzazioni.
Le persone coinvolte risultano collegate a sei province: Napoli, Siracusa, Catania, L’Aquila, Cosenza e Rovigo. Alcune sono ristrette in istituto penitenziario, mentre altre si trovano sottoposte a misure nel territorio di domicilio.
Le accuse contestate agli indagati
Tra i reati ipotizzati figurano il traffico di stupefacenti, l’estorsione e le lesioni. L’indagine comprende anche l’uso illecito, da parte di detenuti, di apparecchi destinati alle comunicazioni, oltre a episodi di violenza privata e costrizione finalizzata alla commissione di un delitto.
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L’esecuzione dei provvedimenti è stata disposta dal giudice per le indagini preliminari di Napoli su richiesta della Direzione distrettuale antimafia partenopea. Gli atti parlano di gravi indizi a carico delle nove persone, nell’ambito di un procedimento che dovrà ora passare al vaglio delle difese e delle successive fasi giudiziarie.
Operazione coordinata a Napoli
Il provvedimento viene eseguito dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Napoli Bagnoli insieme agli agenti del Nucleo Investigativo Centrale della Polizia Penitenziaria. Le attività sono iniziate all’alba e interessano i territori in cui risiedono o sono detenuti i destinatari delle misure.
Gli ulteriori elementi sull’indagine, sulle modalità operative e sui singoli episodi contestati saranno forniti nel corso dell’appuntamento in Procura. Fino a quel momento, restano ferme le garanzie previste dalla legge per tutte le persone sottoposte a procedimento.
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