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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Fino a un giorno il fermo preventivo: le misure nel decreto atteso domani

Dopo il vertice a Palazzo Chigi, la Lega indica le priorità del provvedimento: più controlli, nuove fattispecie penali e risorse per la giustizia minorile.

Il decreto atteso domani punta a rafforzare la risposta dello Stato contro violenze, devastazioni e situazioni di illegalità nelle città. Tra le misure annunciate figurano l’estensione del fermo preventivo fino a 24 ore e nuovi strumenti per la prevenzione, mentre la Lega rivendica il risultato raggiunto dopo il vertice a Palazzo Chigi.

La proposta comprende anche interventi sulle manifestazioni caratterizzate da danneggiamenti e devastazioni. Per questi episodi verrebbe previsto l’arresto obbligatorio, con la possibilità di procedere al fermo differito entro 48 ore.

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Più poteri contro violenze e devastazioni

Nicola Molteni, sottosegretario all’Interno, e Andrea Ostellari, sottosegretario alla Giustizia, hanno indicato tra le priorità anche la creazione del reato di danneggiamento aggravato. L’obiettivo dichiarato è intervenire con strumenti più incisivi nei casi di danneggiamenti commessi durante contesti di particolare tensione.

Nel pacchetto rientra inoltre il rafforzamento delle misure preventive affidate all’autorità di pubblica sicurezza. Tra queste viene citato l’avviso orale di competenza del questore, insieme all’aumento della durata del fermo preventivo, che potrebbe arrivare a un massimo di 24 ore.

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Strade Sicure e giustizia minorile

Il provvedimento dovrebbe contenere anche il potenziamento dell’operazione Strade Sicure. La misura viene presentata dalla Lega come uno degli strumenti da rafforzare per sostenere il controllo del territorio e contrastare fenomeni di violenza e illegalità.

Molteni e Ostellari hanno riservato un’attenzione specifica alla giustizia minorile. Il piano prevede più personale nei tribunali per i minorenni, così da consentire risposte più rapide agli arresti eseguiti dalle forze dell’ordine, oltre a nuove risorse destinate ad aumentare i posti disponibili negli istituti detentivi.

I due sottosegretari hanno ribadito la linea politica alla base delle misure: «Nessuno spazio per violenti e criminali, anche se minori». La frase accompagna l’annuncio del rafforzamento degli organici e delle strutture dedicate ai procedimenti che coinvolgono minorenni.

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