1058notizie oggi Scopri i vantaggi
Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Bussolengo, infermiera morta: il marito accusato di omicidio

L’uomo, ex infermiere, è accusato di omicidio premeditato, tentato omicidio, truffa assicurativa e altri reati.

Il marito 35enne dell’infermiera morta a Bussolengo è stato arrestato e trasferito nel carcere di Verona.

Offerta del giorno29 ottobre

Lancome

-20% sui pacchetti da Lancôme

Scade tra 63 giorni
*******


L’assicurazione e il finto gesto autolesionistico

Secondo l’accusa, l’uomo avrebbe riscosso la polizza sulla vita intestata alla moglie dopo il decesso. Nel dicembre 2025 avrebbe inoltre simulato un gesto autolesionistico, procurandosi un’iniezione con fentanyl e midazolam sottratti all’ospedale dove lavorava.

Le analisi hanno stabilito che le quantità utilizzate non erano letali. L’episodio ha comunque portato al licenziamento dell’ex infermiere del Pronto soccorso dell’ospedale di Borgo Roma.


Gli elementi raccolti dagli investigatori

Sul telefono della vittima sarebbe stata modificata per tre volte una nota relativa alle sue ultime volontà. Nel testo, secondo gli investigatori, la donna sembrava autorizzare la relazione extraconiugale del marito. Gli inquirenti ritengono che il documento facesse parte della messinscena.

Nel corpo della 32enne sono state rilevate anche benzodiazepine, che avrebbero potuto stordirla prima della somministrazione dell’insulina. Intercettazioni telefoniche e ambientali avrebbero fornito ulteriori elementi a carico del 35enne.


Le accuse e la ricostruzione della morte

All’uomo vengono contestati l’omicidio premeditato e pluriaggravato della moglie, il tentato omicidio aggravato, la distruzione e soppressione del cadavere attraverso una cremazione ritenuta fraudolenta, la truffa assicurativa e il peculato continuato di farmaci.

L’inchiesta della Squadra mobile di Verona è partita dagli esami eseguiti dopo la morte e dai dubbi espressi dai genitori della vittima. I test avevano evidenziato episodi ripetuti di ipoglicemia non compatibili con una causa naturale, ma riconducibili a insulina introdotta dall’esterno. I familiari avevano inoltre contestato la rapidità con cui il corpo era stato cremato.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

La donna era stata trovata senza vita nella casa di Bussolengo nella notte del 24 giugno 2024. Gli investigatori ritengono che il marito abbia sfruttato la propria preparazione sanitaria e la fiducia della consorte per somministrarle il farmaco in più occasioni.

Un primo episodio sarebbe avvenuto il 22 maggio 2024: un’iniezione avrebbe provocato un grave abbassamento della glicemia, un arresto cardiaco e il coma farmacologico. La paziente era stata salvata dall’intervento del Suem 118.

Durante il successivo ricovero, durato circa un mese all’ospedale di Borgo Trento, l’uomo avrebbe avuto accesso al reparto anche fuori dagli orari consentiti ai visitatori. In quelle circostanze, secondo la ricostruzione accusatoria, avrebbe introdotto altre dosi di insulina attraverso i cateteri venosi, causando tre ulteriori crisi ipoglicemiche.

A tre giorni dalle dimissioni, nella loro abitazione, sarebbe stata somministrata la dose finale, quella che avrebbe provocato il decesso. Le ricerche effettuate dal marito sul proprio telefono riguardavano i sintomi dell’ipoglicemia grave, l’iperinsulinismo e gli strumenti medico-legali per individuare un’overdose da insulina.

Gli accertamenti hanno rilevato consultazioni iniziate settimane prima dei primi malesseri della moglie. Dopo la morte, inoltre, l’uomo avrebbe letto un testo specialistico sugli omicidi commessi da operatori sanitari mediante farmaci capaci di ridurre la glicemia.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere