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Cronaca 1 min di lettura1 ora fa

Antimo Mazzotta, fermato a Lecce un 32enne per l'omicidio

Il 25 ottobre il pensionato sarebbe stato ucciso dopo una lite per questioni economiche e nascosto in un pozzo

È stato sottoposto a fermo un uomo di 32 anni, ritenuto coinvolto nella morte di Antimo Mazzotta. Il pensionato, 78 anni, era stato recuperato senza vita da un pozzo artesiano a Torre Rinalda, nel territorio di Lecce.

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La pistola trovata a Surbo

Nelle ricerche avviate dopo il fermo, i carabinieri hanno recuperato una pistola nascosta all’interno di un edificio rurale in disuso, nella zona periferica di Surbo. L’arma è ora al centro degli accertamenti disposti dagli investigatori.

Il 32enne, originario di Surbo e già conosciuto dalle forze dell’ordine, è stato bloccato nelle prime ore di giovedì 29 ottobre. Il provvedimento è stato disposto dalla procura sulla base degli elementi raccolti durante l’attività investigativa.


L’ipotesi sulla morte

La ricostruzione degli inquirenti colloca il delitto nel primo pomeriggio del 25 ottobre. Tra la vittima e il giovane, che si conoscevano da tempo, sarebbe nata una discussione legata a motivi economici; durante il litigio il pensionato sarebbe stato colpito al volto con un’arma da fuoco.

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Dopo l’aggressione, il 32enne avrebbe spostato il corpo usando un carrello e lo avrebbe trasportato fino al pozzo presente nel terreno vicino alla casa, dove lo avrebbe gettato. In seguito avrebbe lavato con acqua le superfici sulle quali erano rimaste tracce di sangue e avrebbe portato via il registratore dell’impianto di telecamere.


Gli accertamenti dei carabinieri

Il fermo è arrivato al termine di un’indagine condotta dai carabinieri del comando provinciale di Lecce. Gli investigatori hanno raccolto testimonianze, svolto verifiche tecniche e analizzato con attenzione il luogo in cui il pensionato è stato trovato.

L’operazione è stata condotta dai militari del nucleo investigativo del reparto operativo di Lecce insieme ai colleghi della compagnia cittadina. Il 32enne è ora a disposizione dell’autorità giudiziaria, che dovrà valutare gli elementi alla base dell’accusa.

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