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Cronaca 2 min di lettura1 ora fa

Btp al 4,61%: perché il debito italiano torna sotto pressione

Il rendimento dei titoli italiani sale ai livelli più elevati da novembre 2023, mentre lo spread con la Germania si riavvicina a quota 100 punti base.

Il dato più importante per i conti dello Stato non è soltanto il ritorno dello spread a quota 100, ma l’aumento del rendimento richiesto sul Btp decennale. Il titolo con scadenza luglio 2036 ha terminato la seduta al 4,61%, un livello che non si vedeva da novembre 2023 e che rende più costoso collocare nuovo debito o sostituire quello in scadenza.


I rendimenti salgono sui mercati globali

La pressione sui titoli di Stato si inserisce in un movimento più ampio. Le conseguenze dello shock energetico alimentano il timore che l’inflazione possa restare elevata più a lungo, spingendo gli investitori a pretendere interessi maggiori soprattutto sulle obbligazioni con durata lunga.

La tensione coinvolge anche gli Stati Uniti: il rendimento del titolo di Stato trentennale americano si è portato intorno al 5,60%, ai massimi dal 2002. In questo contesto, l’aumento del costo del finanziamento non riguarda esclusivamente l’Italia, ma riflette una fase di difficoltà per il comparto obbligazionario internazionale.


Francia più esposta dell’Italia

Tra i principali Paesi europei, la Francia deve fare i conti con una differenza rispetto ai titoli tedeschi arrivata a circa 119 punti base, quindi superiore a quella italiana. Oltre alle dinamiche internazionali, sui suoi titoli pesano i dubbi legati all’elevato debito pubblico e all’incertezza sui futuri equilibri di bilancio.

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Per l’Italia, invece, l’impatto sui conti pubblici non si trasferisce immediatamente su tutto il debito. Le obbligazioni già emesse a tasso fisso mantengono infatti le condizioni originarie; l’incremento si riflette progressivamente sulle nuove emissioni e sui rinnovi dei titoli in scadenza.


Lo spread torna vicino a quota 100

Il differenziale tra Btp e Bund decennali ha raggiunto un massimo di 100,17 punti base secondo le quotazioni di Borsa Italiana, per poi concludere attorno a quota 100. Rispetto alla seduta di lunedì, l’aumento è stato di circa 3,5 punti. Bloomberg ha indicato invece un valore vicino a 99 punti, una variazione dovuta ai diversi titoli utilizzati per il calcolo.

Si tratta del ritorno sui 100 punti per la prima volta dalla primavera del 2025. Il numero segnala una maggiore distanza tra il costo del debito italiano e quello tedesco, ma per valutare davvero la pressione finanziaria bisogna osservare anche il rendimento assoluto dei Btp: il 4,61% del decennale resta l’elemento più rilevante per l’onere futuro dello Stato.

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