Affitti in Spagna, la regola dei 12 mesi che spaventa i proprietari
Il nuovo provvedimento del governo Sanchez introduce il rinnovo automatico dei contratti e un risarcimento per chi perde l’alloggio, ma il passaggio parlamentare resta incerto.
In Spagna lasciare un’abitazione in affitto potrebbe diventare molto più costoso per i proprietari. Il secondo decreto casa del governo guidato da Sanchez prevede infatti che, in assenza di una motivazione valida, chi decide di non prolungare il contratto debba versare all’inquilino una somma equivalente ad almeno 12 mensilità.
La misura non è ancora definitiva: il testo dovrà essere pubblicato in Gazzetta Ufficiale e successivamente ottenere la ratifica del Parlamento. Proprio su questo passaggio si concentrano i dubbi, perché non sarebbe ancora certa l’esistenza di una maggioranza favorevole al provvedimento.
Il rinnovo diventa la regola
La novità centrale riguarda il meccanismo di prosecuzione del contratto. Superata la durata minima obbligatoria — cinque anni quando il locatore è una persona fisica, sette se si tratta di una persona giuridica — l’accordo dovrebbe continuare automaticamente per altri periodi della stessa durata, salvo una decisione esplicita del proprietario.
Per tornare in possesso dell’immobile, il locatore dovrà avvisare l’affittuario con almeno sei mesi di anticipo, mentre oggi il termine previsto è di quattro mesi. L’inquilino, invece, potrà comunicare la propria intenzione di lasciare la casa con un preavviso di due mesi.
Se il proprietario non invierà alcuna comunicazione entro il termine stabilito, il rapporto proseguirà senza bisogno di una nuova intesa. Qualora invece notifichi la volontà di chiudere il contratto, l’inquilino potrà ricevere un’indennità pari ad almeno un anno di canoni, tranne nei casi in cui esista una valida giustificazione o sia applicabile una proroga prevista dalla legge.
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La crisi degli sfratti fa da sfondo
L’intervento arriva dopo le proteste suscitate dal caso di Maricarmen Abascal, 87 anni, allontanata dalla sua abitazione madrilena, dove aveva vissuto per circa settant’anni. La donna era stata trasferita fuori casa su una barella, episodio che ha alimentato il dibattito sulla tutela degli inquilini vulnerabili.
Prima del nuovo provvedimento, l’esecutivo aveva già approvato il cosiddetto “decreto Maricarmen”. Il testo estende fino al 2030 la protezione dagli sfratti per le persone in difficoltà economica prive di un’altra sistemazione e permette di prolungare fino a due anni i contratti in corso con scadenza entro il 31 dicembre 2028.
Il voto del Parlamento resta decisivo
Il nuovo decreto dovrebbe essere pubblicato giovedì, data dalla quale entrerebbe formalmente in vigore. Per restare valido, tuttavia, dovrà poi passare dall’assemblea legislativa e ottenere la necessaria approvazione.
Secondo quanto riportato da El Mundo, l’esecutivo potrebbe non disporre dei numeri sufficienti per superare il voto. Il progetto mira a trasferire sui proprietari una parte della pressione legata all’aumento dei canoni, ma la sua applicazione dipenderà dall’esito del confronto parlamentare.
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