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Attualità 4 min di lettura47 min fa

Zidane torna a casa: l’Italia riapre il capitolo più delicato

A 7390 giorni dalla notte di Berlino, il nuovo commissario tecnico francese affronta gli azzurri allo Stade de France nel suo esordio casalingo.

La prima partita di Zinedine Zidane sulla panchina della Francia davanti al pubblico di casa riporta subito alla memoria l’Italia. Venerdì 2 ottobre, allo Stade de France, il nuovo commissario tecnico guiderà i transalpini contro gli azzurri nella Lega delle Nazioni, 7390 giorni dopo l’espulsione rimediata nella finale mondiale di Berlino contro Marco Materazzi.

Alla vigilia, Zidane ha scelto di non rimuovere quella pagina dalla propria storia: «Non sono fiero di quel gesto, ma non ho rimorsi. Fa parte del mio percorso». Il tecnico ha spiegato che proprio quell’episodio gli ha dato una spinta ulteriore per tornare un giorno alla guida della nazionale.


Il sogno atteso per anni

La nomina era stata ufficializzata il 28 luglio 2026, al termine di un’attesa cominciata dopo l’addio alla panchina del Real Madrid. «Ho rifiutato diverse offerte in questi anni perché allenare la Francia era l’unico lavoro che desideravo», aveva raccontato Zidane annunciando la sua scelta.

Prima della sfida con l’Italia, il nuovo selezionatore aveva già ottenuto due vittorie, entrambe per 1-0, contro Turchia e Belgio. Quelle partite si erano però disputate in trasferta: la gara allo Stade de France rappresenta dunque il vero debutto davanti ai tifosi francesi.

Dopo il ritiro dal calcio giocato, Zidane ha vestito i panni di ambasciatore, consigliere di Florentino Perez e allenatore del Castilla. Alla guida del Real Madrid ha conquistato tre Champions League tra il 2016 e il 2018, poi un campionato e una Supercoppa di Spagna nel secondo periodo, dal 2019 al 2021. Dal 2021 al 2026 ha vissuto a Madrid con la famiglia, aspettando la chiamata della federazione.


Dalla ferita di Berlino all’Italia

Il legame con gli azzurri non si limita alla finale del 2006. Zidane arrivò alla Juventus nell’estate del 1996 e, dopo un avvio complicato, trovò la sua posizione ideale quando Marcello Lippi lo spostò alle spalle delle punte. In cinque stagioni a Torino raccolse 214 presenze e 31 reti, prima del trasferimento al Real Madrid nel 2001 per 75 milioni di euro, cifra record per l’epoca.

L’ultima gara da calciatore fu proprio quella del 9 luglio 2006. La testata a Materazzi gli costò la quattordicesima espulsione della carriera e lasciò un’immagine amara di una serata destinata a concludersi con la vittoria dell’Italia ai rigori.

Il rapporto con il calcio italiano, tuttavia, conserva anche ricordi positivi. Zidane ha definito Lippi un tecnico di grande valore tattico e ha riconosciuto all’Italia un ruolo storico nell’insegnamento della fase strategica del gioco. Ha inoltre sottolineato quanto lo colpisca l’assenza degli azzurri dal campionato mondiale per tre edizioni consecutive, pur considerandoli ancora una nazionale di alto livello.

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Una Francia più concreta

A 54 anni, compiuti a giugno, Zidane dispone di una rosa ricca di talento. Kylian Mbappé, fermato da un infortunio e quindi indisponibile contro l’Italia, è il nome più noto; accanto a lui figurano Michael Olise del Bayern, Désiré Doué del Paris Saint-Germain, Manu Koné della Roma, Mike Maignan del Milan, Diouf dell’Inter, Rayan Cherki del Manchester City e Ousmane Dembélé del Paris Saint-Germain.

Nelle prime due uscite la Francia ha concesso soltanto cinque tiri complessivi, mostrando maggiore attenzione difensiva rispetto al passato. L’obiettivo di Zidane è aggiungere ordine e concretezza a una squadra già ricca di qualità individuali.

Il riferimento è alla Spagna, superiore per talento nell’ultimo mondiale e capace di trasformare le giocate dei singoli in un progetto collettivo. Secondo la visione del nuovo commissario tecnico, anche i campioni francesi devono mettere le proprie qualità al servizio del gruppo.


Lo stadio che racconta Zidane

Lo Stade de France occupa un posto speciale nella carriera del tecnico. Qui Zidane disputò la centesima partita con la Francia il 27 maggio 2006, in un’amichevole vinta 1-0 contro il Messico. Nello stesso impianto, inaugurato il 28 gennaio 1998 con una vittoria per 1-0 sulla Spagna, aveva segnato il gol decisivo.

Quella struttura sarà ora il teatro del suo ritorno in patria da commissario tecnico, davanti a 80mila spettatori. È lo stesso luogo in cui la Francia ha costruito una parte importante della propria identità calcistica, dopo il titolo mondiale del 1998 conquistato dalla squadra di Zidane, Thuram, Desailly, Karembeu, Djorkaeff e Vieira.

Figlio di immigrati algerini e cresciuto in un quartiere popolare di Marsiglia, Zidane è diventato uno dei simboli della Francia moderna. La sua nuova avventura comincia così contro l’Italia: l’avversario più legato alla sua ultima notte da giocatore e uno dei Paesi decisivi nella sua formazione calcistica.

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