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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Putin avverte l’Occidente: «Se colpiti, reagiremo

Il presidente russo nega piani di attacco, accusa Kiev e i Paesi occidentali e rilancia l’avvertimento su Kaliningrad e sul Baltico.

Vladimir Putin torna a negare che la Russia abbia dato origine al conflitto in Ucraina. «Non abbiamo cominciato noi la guerra, la guerra è stata iniziata contro di noi», ha sostenuto, riproponendo la versione del Cremlino sugli eventi cominciati nel 2014 con la destituzione del presidente filorusso Viktor Yanukovich.

Secondo il leader russo, Mosca sarebbe stata spinta in una condizione che l’ha obbligata a ricorrere alle armi per reagire a un’aggressione occidentale. Putin ha inoltre affermato che la Russia non ha dimenticato il progetto attribuito ai suoi avversari: infliggerle una sconfitta strategica e dividerne il territorio.


Kaliningrad resta un punto caldo

Nel quadro delle tensioni con l’Occidente rientra anche la lettera spedita nei giorni scorsi alla Nato, collegata all’ipotesi di una minaccia contro l’exclave russa di Kaliningrad. Putin ha respinto l’interpretazione del messaggio come un’intimidazione: «Non è una minaccia, ma una risposta a un tentativo di minacciare la Russia».

Il presidente russo ha poi chiarito che, se il territorio nazionale fosse colpito direttamente, Mosca reagirebbe impiegando ogni strumento a sua disposizione. Ha precisato, tuttavia, che una simile formula non equivale automaticamente alla decisione di ricorrere alle armi nucleari.


Le manovre nel Baltico alimentano lo scontro

Le parole sono arrivate durante la sessione plenaria del Club di discussione internazionale Valdai, a pochi giorni dall’allarme su una possibile crisi futura attorno a Kaliningrad. In quella sede Putin ha indicato nelle esercitazioni navali nel mar Baltico e nei tentativi di bloccare navi e imbarcazioni russe un ulteriore aggravamento del confronto.

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Il capo del Cremlino ha definito «un’escalation» la sequenza di attività militari e iniziative contro le unità russe. Ha inoltre giudicato priva di senso la proposta di interrompere gli attacchi a lunga distanza tra Russia e Ucraina contro raffinerie e navi presenti nel Mar Nero.


Mosca esclude piani offensivi

Putin ha assicurato che la Russia non prevede di attaccare altri Paesi, indicando come orizzonte temporale non soltanto il presente ma anche il 2029, il 2030 e il 2050. La dichiarazione è stata accompagnata da una nuova critica alle valutazioni di alcuni governi europei, secondo cui sarebbe necessario prepararsi a un possibile conflitto con Mosca entro la fine del decennio.

A suo giudizio, proprio questi appelli alla preparazione militare contribuiscono ad alimentare la spirale di tensione. Il presidente russo ha così presentato la posizione di Mosca come difensiva, mentre ha attribuito all’Occidente la responsabilità di aver creato le condizioni per l’attuale confronto.

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