Fairford, il sospetto porta a Westminster: fermato un 27enne
Teheran respinge le accuse, mentre Londra indaga sul possibile legame tra un arresto nella capitale e il piano contro la base militare nel Gloucestershire.
Teheran respinge senza riserve le accuse britanniche e convoca l’ambasciatore del Regno Unito, Hugo Shorter. Il viceministro degli Esteri Majid Takht-Ravanchi ha contestato a Londra un atteggiamento ostile, accusandola anche di sostenere sul piano logistico le operazioni militari condotte da Stati Uniti e Israele contro l’Iran.
La pista iraniana resta al centro
Il ministero degli Esteri iraniano ha definito le contestazioni «categoricamente infondate», sostenendo che siano parte di una ricostruzione strumentale e priva di basi. La convocazione dell’ambasciatore britannico è arrivata mentre gli investigatori del Regno Unito continuano a esaminare il possibile coinvolgimento di un Paese straniero.
Sul caso si è espresso anche Benyamin Netanyahu. Il primo ministro israeliano ha affermato che i servizi del suo Paese avrebbero avvertito Londra, alcune settimane prima, del rischio di un’azione sostenuta dall’Iran. In un intervento a Fox News ha collegato l’allarme alle sanzioni annunciate dal governo di Andy Burnham contro gli scambi commerciali con gli insediamenti israeliani nei territori palestinesi occupati.
Le accuse politiche di Londra e Washington
Fin dalle prime ore, l’amministrazione statunitense guidata da Donald Trump aveva indicato Teheran come possibile regista dell’operazione. Il segretario di Stato Marco Rubio aveva parlato apertamente di un complotto, mentre Burnham, nelle ultime ore, ha riferito dell’esistenza di «forti indicazioni» su un eventuale ruolo iraniano.
La polizia antiterrorismo invita tuttavia a non trasformare gli indizi in conclusioni. Vicky Evans, responsabile nazionale del coordinamento antiterrorismo di Scotland Yard, ha spiegato che l’inchiesta procede lungo diverse direttrici e che gli specialisti stanno prendendo in considerazione ogni scenario, compreso quello di un intervento straniero.
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Il fermo nel cuore di Londra
A Westminster è stato fermato un uomo di 27 anni con cittadinanza britannica e iraniana. Secondo gli investigatori, il sospettato avrebbe contribuito alla preparazione di un attacco terroristico, ipotesi formulata sulla base dell’articolo 5 della legge britannica del 2006 in materia di terrorismo.
Nella stessa fase è stato ascoltato anche un cittadino britannico di 26 anni. Le autorità hanno inoltre perquisito l’abitazione del 27enne e un secondo indirizzo nella capitale, senza rendere pubblici ulteriori particolari sulle modalità dell’arresto.
I cinque giovani già rilasciati
L’indagine nasce dall’episodio registrato domenica 27 settembre nei pressi della base aerea della Raf a Fairford, nel Gloucestershire, struttura utilizzata dai bombardieri statunitensi nelle operazioni contro la Repubblica Islamica. Cinque cittadini britannici, tutti tra i 23 e i 25 anni, erano stati fermati vicino a tre furgoni bianchi individuati accanto alle recinzioni della base.
I cinque sono stati successivamente liberati su cauzione nell’arco di poco più di 24 ore, pur restando sottoposti a restrizioni e formalmente coinvolti nell’inchiesta. Gli investigatori non hanno chiarito quale rapporto possa esistere tra loro e il 27enne arrestato a Westminster, mentre Evans ha invitato l’opinione pubblica a mantenere prudenza e pazienza durante gli accertamenti.
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