Asmara e Addis Abeba allo scontro: si spezza il canale diplomatico
La chiusura della sede eritrea e l’espulsione dei diplomatici aggravano le tensioni, mentre nel Tigray riprendono gli scontri armati
La rottura tra Eritrea ed Etiopia aggiunge un nuovo fronte di instabilità a una regione già segnata dalla ripresa delle violenze nel Tigray. Il provvedimento arriva dopo la decisione di Addis Abeba di chiudere la propria ambasciata ad Asmara e di dichiarare persona non grata circa dieci diplomatici eritrei.
Il deterioramento dei rapporti alimenta il timore che la crisi interna etiope possa assumere una dimensione regionale. Le tensioni coinvolgono infatti anche Egitto e Sudan, già indicati dai vertici militari etiopi, insieme all’Eritrea, tra i Paesi accusati di sostenere le formazioni armate ostili al governo di Abiy Ahmed.
La rottura diplomatica diventa ufficiale
La risposta di Asmara è stata l’interruzione delle relazioni diplomatiche con Addis Abeba. Il ministero degli Esteri eritreo ha motivato la scelta sostenendo di non avere alternative alle misure adottate dall’Etiopia: «L’Eritrea non ha altra scelta che rispondere con misure analoghe e interrompere ogni rapporto diplomatico con l’Etiopia, con tutte le conseguenze negative che ciò comporta».
La decisione etiope è arrivata insieme all’allontanamento dei rappresentanti eritrei, accusati di collaborare con le forze tigrine. Il nuovo strappo riporta in primo piano un rapporto già fragile dopo l’accordo di pace del 2022, quando Asmara aveva contestato con durezza la propria esclusione dall’intesa, nonostante il sostegno fornito all’esercito di Abiy durante il conflitto.
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Nel Tigray cresce il rischio militare
La crisi diplomatica si inserisce in una nuova fase di combattimenti. Il 21 settembre è stata annunciata una coalizione composta da sette milizie regionali contrarie ad Abiy; due giorni dopo, il Fronte popolare di liberazione del Tigray ha conquistato l’aeroporto di Macallè, capoluogo del Tigray.
Le autorità etiopi hanno successivamente comunicato di avere fermato o neutralizzato centinaia di ribelli, mentre gruppi armati vicini al governo hanno rivendicato il recupero di alcune aree. Il quadro resta tuttavia instabile: il primo ottobre sono state segnalate esplosioni ad Addis Abeba e, secondo fonti citate da Reuters, i ribelli avrebbero effettuato attacchi aerei contro la capitale.
L’ultima crisi rischia così di aggravare una situazione già considerata tra le più serie dalla guerra civile combattuta tra il 2020 e il 2022 tra le forze tigrine e il governo centrale. La frattura con l’Eritrea segna inoltre un netto arretramento rispetto alla riconciliazione che aveva contribuito al Nobel per la pace assegnato ad Abiy nel 2019.
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