Haiti, il conto della violenza sale: 5.700 vittime in nove mesi
Il bilancio dell’Onu copre il periodo fino all’11 settembre e comprende anche sequestri, violenze sessuali e vittime delle operazioni di sicurezza.
Il bilancio sulla crisi haitiana restituisce una situazione ancora più grave di quanto suggeriscano i dati ufficiali: tra il 1° gennaio e l’11 settembre almeno 5.700 persone sono state uccise o ferite. Le vittime sono state colpite dalla violenza delle bande criminali oppure durante le operazioni lanciate per contrastarle, mentre il numero effettivo potrebbe essere maggiore.
La violenza colpisce anche i civili
A rendere ancora più pesante il quadro sono gli oltre 230 sequestri registrati nello stesso periodo. Più di mille donne, inoltre, hanno subito violenze sessuali, secondo le informazioni raccolte dalle Nazioni Unite.
Volker Türk, Alto commissario dell’Onu per i diritti umani, ha segnalato che i gruppi criminali continuano ad allargare la propria influenza e a procurarsi nuove armi. Il dato complessivo comprende anche circa 280 persone uccise o ferite da formazioni di autodifesa, nate in risposta all’insicurezza.
Oltre metà dei casi nelle operazioni
Una quota superiore alla metà delle vittime è stata registrata durante gli interventi delle forze impegnate nelle operazioni di sicurezza. Il bilancio, quindi, non riguarda soltanto gli attacchi direttamente attribuiti alle bande, ma include anche gli episodi avvenuti nel corso delle azioni condotte contro di esse.
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Türk ha avvertito che le cifre disponibili non descrivono probabilmente l’intera portata della crisi. In questo contesto l’Alto commissario ha sollecitato un rapido rafforzamento della Forza di soppressione delle bande, autorizzata dal Consiglio di sicurezza dell’Onu.
La missione resta lontana dall’obiettivo
La forza internazionale conta al momento circa 1.500 effettivi, una presenza molto inferiore ai 5.500 previsti. Per le Nazioni Unite, l’invio dei contingenti deve quindi procedere più rapidamente, mentre sul terreno i gruppi criminali continuano a consolidarsi.
L’appello arriva insieme alla diffusione del bilancio aggiornato sulla violenza. Le vittime accertate, i sequestri e gli abusi sessuali fotografano una crisi che resta aperta e nella quale la risposta di sicurezza non ha ancora raggiunto la consistenza programmata.
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