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Attualità 1 min di lettura1 ora fa

Tentato schianto in volo: Netanyahu accusa il co-pilota di radicalizzazione

Il premier israeliano sostiene che il sospetto sia stato indottrinato e attende verifiche su eventuali collegamenti con l’Iran

Il co-pilota sospettato di avere tentato di provocare lo schianto di un aereo diretto in Israele sarebbe stato sottoposto a un percorso di radicalizzazione islamista. A sostenerlo è il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, mentre l’uomo resta detenuto in Arabia Saudita e Israele ne chiede l’estradizione.


Netanyahu parla di indottrinamento

In un’intervista a Fox News, Netanyahu ha affermato: «Sappiamo che ha subito un indottrinamento radicale islamista». La dichiarazione attribuisce quindi al sospetto un processo di radicalizzazione, ma non chiarisce quali elementi abbiano portato a questa valutazione.

Il premier israeliano ha inoltre riferito che saranno necessarie ancora alcune verifiche per comprendere l’eventuale presenza di legami con l’Iran. Secondo quanto dichiarato, entro pochi giorni potrebbe essere possibile fornire indicazioni più precise su questo punto.

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Il sospetto è detenuto in Arabia Saudita

L’uomo indicato come responsabile del gesto si trova attualmente in custodia in Arabia Saudita. Israele ha chiesto che venga consegnato alle proprie autorità per poter procedere agli accertamenti e all’eventuale processo.

Le informazioni disponibili non precisano, nel testo fornito, come si sia svolto il tentativo di far precipitare il velivolo né quali siano state le conseguenze per i passeggeri e l’equipaggio. Restano dunque da chiarire sia la dinamica dell’episodio sia la possibile natura dei rapporti con l’Iran.

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