Torino, resta in cella D’Alessandra: il mistero dell’uomo sparito
La gip conferma la custodia cautelare per la 24enne accusata di aver travolto un bambino mentre puntava al compagno e alla sua ex: resta da chiarire chi fosse con lei in auto.
Un secondo uomo era nell’auto insieme a Camilla D’Alessandra al momento dell’investimento, ma da allora non è ancora stato rintracciato né ha fornito la propria versione dei fatti. È uno dei punti ancora da chiarire nell’inchiesta sull’incidente avvenuto a Torino il 26 settembre.
La 24enne dovrà rimanere in carcere. Per la gip Cristina Barillari esiste anche il rischio che possa commettere altri reati: la ricostruzione accusatoria indica infatti una condotta legata a gelosia, controllo e forte dipendenza emotiva dal fidanzato.
L’uomo scomparso resta un’incognita
Gli investigatori stanno cercando di comprendere quale ruolo abbia avuto il passeggero presente nella Fiat Panda. Si tratta di un uomo marocchino che, dopo l’incidente, non è stato più individuato e non ha ancora parlato con gli inquirenti.
Intanto, la decisione del giudice mantiene D’Alessandra in custodia cautelare con l’accusa di tentato omicidio. La misura si fonda anche sul pericolo che la giovane possa interferire con la raccolta delle prove o condizionare le persone coinvolte.
La versione della ragazza accusata
Durante l’udienza di convalida, assistita dall’avvocato Cristian Scaramozzino, D’Alessandra ha respinto la ricostruzione degli investigatori. Ha sostenuto di essere stata vittima di violenze da parte del compagno e ha dichiarato: «Io ho dei traumi perché il mio ragazzo mi picchiava e aveva tentato di uccidermi».
Secondo il suo racconto, sarebbe stata la madre del bambino a provocarla attraverso minacce e pubblicazioni sui social. La 24enne ha inoltre affermato che, quel giorno, la donna avrebbe spostato il figlio sulla carreggiata e che lei, agitata, non avrebbe avuto intenzione di colpire nessuno.
Il conflitto nato dalla relazione
D’Alessandra aveva iniziato a frequentare il 28enne lo scorso giugno. Prima della nuova relazione, l’uomo era stato legato alla madre del bambino ferito e di un’altra figlia; pur non essendo il padre, continuava a frequentarla perché, come aveva spiegato ai carabinieri, si era affezionato ai piccoli.
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Questa situazione avrebbe alimentato tensioni crescenti. Ad agosto, secondo gli elementi raccolti, D’Alessandra avrebbe minacciato il fidanzato e l’ex compagna di aggredirli con un bastone, dopo diverse discussioni legate alla loro frequentazione.
La fuga dopo l’investimento
Il 26 settembre la giovane avrebbe rintracciato la coppia in corso Regina. Dopo uno schiaffo al compagno e una lite ripresa con il telefono, avrebbe inviato il filmato alla madre di lui. Poco dopo sarebbe risalita in macchina e avrebbe puntato verso i due adulti mentre si trovavano sulle strisce pedonali.
Un testimone ha descritto l’auto come lanciata «a forte velocità, puntando alla famiglia sulle strisce». La vettura non ha colpito gli obiettivi indicati dall’accusa, ma ha schiacciato il bambino di 5 anni tra la Panda e una Dacia Sandero parcheggiata all’incrocio tra via Industria e via Pinelli.
Le ragioni della custodia cautelare
Il piccolo è stato portato in ospedale con diverse fratture, tra cui una al bacino. D’Alessandra, invece, si è allontanata dal luogo dell’impatto ed è stata rintracciata successivamente in corso Regina, con il parabrezza rotto e l’auto danneggiata.
Per la gip, la giovane avrebbe poi tentato di concordare con il fidanzato una versione comune da presentare agli investigatori. Avrebbe anche sostenuto di avere l’appoggio dei familiari dell’uomo, ma il 28enne e la sua ex hanno fornito un racconto coincidente con quello dei testimoni, ritenuto attendibile dai carabinieri e dalla pm Rossella Salvati Anzi.
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