Lettonia al voto: il partito di governo rischia il tracollo
Tra sondaggi sotto la soglia, governi fragili e possibili campagne russe, Riga affronta le elezioni con la sicurezza nazionale al centro della scelta degli elettori.
Il partito che ha guidato il Paese negli ultimi anni rischia di restare fuori dal prossimo Parlamento: le rilevazioni della televisione pubblica lo accreditano del 4,3%, al di sotto dello sbarramento del 5%. Intanto, circa un elettore lettone su tre non ha ancora deciso se votare o quale lista sostenere.
La crisi politica pesa sulle urne
La debolezza di New Unity (Jv) è il risultato di una legislatura segnata da scandali e conflitti interni. L’alleanza di centrodestra, formata da cinque partiti tra cui quattro formazioni regionali, aveva vinto le elezioni del 2022, ma da allora ha progressivamente perso consenso.
Krisjanis Karins, arrivato alla guida del governo dopo quel voto, ha lasciato l’incarico l’anno successivo a causa delle tensioni nella coalizione. Al suo posto è subentrata Evika Siliņa, che si è dimessa a maggio dopo una fase segnata da forti critiche, in particolare per la decisione di allontanare il ministro della Difesa Andris Spruds. Al centro della polemica c’erano i ritardi nell’introduzione del sistema di protezione contro i droni.
Mosca resta il principale timore
A contendersi la premiership parte favorito il premier uscente Kulbergs, subentrato dopo la successione di esecutivi instabili. Anche in caso di vittoria, tuttavia, la formazione di una maggioranza si annuncia complessa, perché il futuro Parlamento potrebbe risultare fortemente diviso.
Il voto arriva in un clima in cui la sicurezza prevale sulle preoccupazioni economiche. La Lettonia ha assunto una posizione particolarmente netta a sostegno dell’Ucraina e destina alla Difesa una quota del prodotto interno lordo vicina al 5% previsto dalla Nato; nel frattempo, gli scambi con la Russia, un tempo rilevanti per l’economia nazionale, si sono praticamente azzerati.
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Il controllo sulle elezioni si rafforza
Riga teme che la reazione di Mosca possa passare anche dalle urne. Per questo il governo ha chiesto all’Osce di seguire lo svolgimento delle elezioni, mentre i Servizi di sicurezza statali, indicati con la sigla Vdd, hanno annunciato un rafforzamento delle misure di vigilanza per proteggere la regolarità del voto.
Secondo il Vdd, il rischio principale riguarda la circolazione di notizie false e i tentativi individuali di condizionare illegalmente il processo elettorale o il risultato finale. La presenza di una consistente comunità russofona rende il quadro ancora più sensibile: si tratta di quasi il 25% degli abitanti, la più numerosa popolazione di lingua russa tra i Paesi baltici.
Un Paese chiamato a scegliere
Le elezioni si terranno sabato 3 ottobre e coinvolgeranno 1,5 milioni di cittadini. In palio ci sono i 100 seggi della Saeima, il Parlamento unicamerale con sede a Riga.
Il confine con Russia e Bielorussia è sottoposto a sorveglianza speciale, mentre il timore di operazioni di destabilizzazione accompagna tutta la campagna. Sullo sfondo restano anche l’inflazione al 3,5% e un potere d’acquisto più basso rispetto alla media dell’Unione europea, ma per gran parte degli elettori la priorità dichiarata rimane la difesa nazionale.
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