Volkswagen, la settimana corta vacilla: nuova sfida al sindacato
Il gruppo tedesco rimette in discussione gli accordi sull’orario mentre Ig Metall prepara il rinnovo per 3,7 milioni di lavoratori.
La partita sul costo del lavoro in Volkswagen entra in una fase delicata: dalla fine del 2026 potrebbero decadere quasi tutti gli accordi aziendali che regolano la vita professionale degli oltre 100mila dipendenti tedeschi. Tra le intese coinvolte c’è anche quella sulla settimana da 35 ore, già finita nel mirino dell’amministratore delegato Oliver Blume.
L’orario diventa il nodo centrale
La scelta arriva mentre il gruppo ha annunciato decine di migliaia di esuberi e prospettato la possibile chiusura di quattro impianti in Germania. La disdetta riguarda dieci accordi su 13, secondo la rappresentanza dei lavoratori, e comprende elementi economici aggiuntivi, indennità, regole per la formazione e il contratto quadro su orari e lavoro straordinario.
Il termine fissato per la cessazione degli effetti è la fine del 2026. La revisione degli accordi non coinvolge soltanto Volkswagen: anche Mercedes sta valutando un aumento dell’orario settimanale, in un settore tedesco alle prese con la pressione sui costi.
Ig Metall prepara la risposta
Il sindacato Ig Metall ha indicato un incremento del 5% come richiesta iniziale per il prossimo rinnovo del contratto dell’industria metalmeccanica ed elettrica. La trattativa riguarderà 3,7 milioni di lavoratori, trasformando il confronto salariale in un passaggio decisivo per l’intero comparto.
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La federazione arriva al negoziato dopo aver accettato un severo piano di ristrutturazione in Volkswagen, ma non sembra intenzionata a concedere ulteriori margini sull’organizzazione del lavoro. Thorsten Gröger, responsabile delle trattative, ha accusato l’azienda di un nuovo «tentativo di mettere le mani nelle tasche dei lavoratori».
Daniela Cavallo, alla guida del comitato aziendale, ha richiamato le rinunce già sottoscritte dai dipendenti nel 2024. La presidente ha fatto sapere che non saranno accettati altri sacrifici, anche se il confronto dovesse sfociare in uno scontro aperto.
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