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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Volo Flydubai, Israele vuole il sospettato: il nodo dell’estradizione

Itamar Ben Gvir annuncia una richiesta formale per trasferire in Israele il pilota omanita detenuto in Arabia Saudita dopo il tentato dirottamento.

Il possibile trasferimento del pilota omanita in Israele si presenta già come un percorso diplomatico complesso. L’uomo, sospettato di aver tentato di far precipitare un volo Flydubai diretto a Tel Aviv, è detenuto in Arabia Saudita, dove l’aereo era stato dirottato.

Il ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir ha annunciato l’intenzione di portare la questione davanti al Consiglio dei Ministri e di chiedere formalmente l’estradizione. Nel frattempo, negli Emirati Arabi Uniti è stata avviata un’indagine autonoma sull’episodio.


L’estradizione apre un caso diplomatico

Ben Gvir ha fatto sapere che chiederà al ministero della Giustizia e ai responsabili diplomatici di ricorrere a ogni strumento disponibile per ottenere il trasferimento del sospettato e processarlo in Israele. In un messaggio pubblicato su X, il ministro ha sostenuto che chi abbia pianificato di provocare lo schianto di un aereo con 180 israeliani a bordo debba essere giudicato dallo Stato ebraico.

«Chiederò in sede di Consiglio dei Ministri l’estradizione in Israele del pilota terrorista. Qui sperimenterà in prima persona la mia politica carceraria: lo attende l’inferno in terra», ha scritto Ben Gvir. Il ministro ha inoltre promesso pene durissime nel caso in cui le accuse venissero confermate.

Il quadro giuridico rende però incerto l’esito dell’iniziativa. Né l’Arabia Saudita né l’Oman, Paese d’origine del pilota, hanno rapporti diplomatici con Israele. Gerusalemme mantiene invece relazioni con gli Emirati Arabi Uniti, ma tra i due Stati non esiste un accordo bilaterale sull’estradizione.


Abu Dhabi prepara la propria indagine

Secondo le informazioni disponibili, il sospettato potrebbe essere consegnato agli Emirati dopo la conclusione degli accertamenti preliminari sauditi. Questo passaggio consentirebbe ad Abu Dhabi di assumere un ruolo centrale nella gestione giudiziaria del caso, anche se non è stato indicato un calendario per il trasferimento.

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Hamad Saif Al Shamsi, procuratore generale degli Emirati Arabi Uniti, ha disposto la creazione di una commissione incaricata di ricostruire quanto accaduto sul volo Flydubai FZ1073. L’organismo dovrà chiarire la dinamica dell’incidente e raccogliere gli elementi utili all’inchiesta.


Netanyahu parla di radicalizzazione

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu, intervenuto in un’intervista a Fox News, ha riferito che il pilota è ancora sotto esame da parte degli investigatori. Secondo la sua ricostruzione, l’uomo sarebbe stato radicalizzato dall’Islam e avrebbe pronunciato una frase che lasciava intendere l’intenzione di togliersi la vita provocando lo schianto dell’aereo.

«Dice all’equipaggio: “Uccidetemi”. È chiaro che intendesse suicidarsi, far schiantare l’aereo», ha affermato Netanyahu. Il primo ministro ha aggiunto che esisterebbero anche segnali relativi a possibili tentativi iraniani di colpire obiettivi israeliani, soprattutto durante il periodo elettorale.

Il premier ha infine elogiato la reazione dei passeggeri, definendone straordinario il coraggio. Ha collegato l’episodio all’odio antisemita e alla propaganda contro Israele, precisando però di non conoscere ancora tutti gli elementi del passato del sospettato. Nel suo intervento ha ricordato che l’uomo avrebbe potuto uccidere circa 170 persone oltre a sé stesso.

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