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Attualità 1 min di lettura46 min fa

Falkland, sfida legale dell’Argentina: Londra convoca l’ambasciatrice

Buenos Aires difende il ricorso alla Convenzione Onu sul diritto del mare, mentre il Regno Unito contesta l’iniziativa e tutela le attività petrolifere nelle isole contese.

La controversia sulle Falkland-Malvinas si sposta sul terreno giudiziario dopo l’iniziativa dell’Argentina contro lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi nell’arcipelago. Londra ha reagito convocando l’ambasciatrice argentina, ma Buenos Aires sostiene che il ricorso a un organismo internazionale sia la via più corretta per affrontare la disputa.


Buenos Aires sfida Londra sul diritto internazionale

Il ministero degli Esteri argentino ha replicato alle proteste britanniche ricordando che entrambi i Paesi aderiscono alla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e ne riconoscono le procedure per la soluzione delle controversie. Per il governo guidato da Javier Milei, quindi, il ricorso a un tribunale internazionale imparziale rientra negli strumenti già accettati da Argentina e Regno Unito.

In una nota, il governo argentino ha rivolto a Londra una domanda precisa: «Se il Regno Unito è davvero convinto delle sue ragioni non ha nulla da temere da un tribunale». La stessa comunicazione definisce il ricorso «l’atto più responsabile che uno Stato possa compiere», respingendo così l’idea che Buenos Aires abbia scelto un’iniziativa ostile o fuori dalle regole condivise.

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Londra difende petrolio e abitanti

Il Regno Unito considera invece la procedura avviata dall’Argentina un tentativo di mettere in discussione i diritti degli abitanti delle isole e le loro condizioni economiche. La convocazione della rappresentante diplomatica argentina a Londra è stata disposta proprio per contestare formalmente la decisione di Buenos Aires.

Secondo la posizione britannica, le attività di ricerca e sfruttamento petrolifero nell’area rispettano pienamente il diritto internazionale. La questione resta legata alla sovranità delle Falkland-Malvinas, contesa tra i due Paesi, e ora dovrà essere esaminata anche alla luce degli strumenti previsti dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare.

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