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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Tre aggressioni omofobe a Bologna: l’ultimo attacco rompe gli occhiali

Uno studente è stato colpito e minacciato vicino a via Belle Arti; il caso arriva dopo l’assalto a una coppia e riapre il confronto sul clima d’odio in città.

A Bologna si contano tre episodi omofobi in meno di tre settimane. L’ultimo ha coinvolto uno studente, aggredito in strada e minacciato di morte, mentre le istituzioni cittadine e la politica chiedono di contrastare con maggiore decisione il linguaggio dell’odio.


Lo schiaffo e le minacce in strada

La scena si è verificata intorno a mezzogiorno, nei pressi dell’incrocio con via Belle Arti. Secondo il racconto di Giorgiomaria Cornelio, poeta e divulgatore culturale che si trovava con il ragazzo, un uomo di circa 30 anni si sarebbe avvicinato urlando insulti omofobi e minacce: «Omosessuali vi ammazzo, vi taglio la gola».

Dopo le grida, l’uomo avrebbe colpito lo studente con uno schiaffo tanto forte da danneggiargli gli occhiali. Poi si sarebbe allontanato continuando a insultare e a minacciare le due persone. La polizia lo ha accompagnato in questura; per lui è scattata una denuncia per minacce gravi, percosse e danneggiamento.


Cornelio: clima d’odio contro le minoranze

Cornelio ha spiegato di aver scelto di rendere pubblico l’accaduto perché, a suo giudizio, gli episodi mostrano un ambiente sempre più ostile verso le minoranze. «Respiriamo un clima di odio e violenza, alimentato anche da una politica che crea il nemico e mette tutti l’uno contro l’altro», ha affermato riferendosi all’aggressione.

Il nuovo caso si inserisce in una sequenza ravvicinata di episodi. Venerdì scorso, in via Mascarella, una coppia omosessuale che camminava tenendosi per mano era stata circondata da 15 persone, in un’altra aggressione avvenuta nella stessa area della città.

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Schlein e Lepore chiedono una risposta

La segretaria del Pd Elly Schlein ha collegato l’episodio alla necessità di approvare una legge sui crimini d’odio. «In Italia l’odio ferisce e uccide ancora», ha dichiarato, sostenendo che il suo partito intende tornare sul tema dopo un eventuale cambio di maggioranza politica.

Anche il sindaco di Bologna Matteo Lepore ha condannato l’accaduto. Il primo cittadino ha parlato di un linguaggio violento ormai normalizzato e ha ipotizzato che il Comune possa costituirsi parte civile se il procedimento arriverà a processo.

Lepore ha inoltre riferito che la comunità LGBTQIA+ si riunirà nei prossimi giorni e ha manifestato la disponibilità dell’amministrazione a partecipare all’incontro. L’obiettivo, ha spiegato, è ascoltare direttamente le persone che vivono queste situazioni e confrontarsi sulle possibili risposte.

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