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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Licei occupati in Francia: perché anche i prof stanno con gli studenti

Dalle aule degradate alle classi troppo affollate, la mobilitazione partita da Saint-Denis si allarga mentre il governo denuncia violenze e annuncia lezioni a distanza.

«Se le condizioni non sono ottimali per gli studenti, anche per noi insegnare diventa impossibile». È la posizione espressa da un docente di italiano del liceo Suger di Saint-Denis, nella periferia settentrionale di Parigi, dove la protesta degli studenti ha assunto una dimensione nazionale. L’insegnante spiega che lui e altri colleghi condividono le ragioni della mobilitazione.

Martedì anche il personale scolastico ha partecipato a una manifestazione convocata dai sindacati. Al centro delle richieste ci sono classi con meno alunni, ambienti di lavoro più adeguati e un recupero degli stipendi.


Il governo innalza il livello dello scontro

La protesta è arrivata al culmine mentre il primo ministro Sébastien Lecornu presentava in Parlamento il progetto di bilancio, indicato come l’ultimo dell’esecutivo macronista. Dopo una riunione straordinaria tra i ministri, il governo ha ricondotto le occupazioni dei licei alla categoria della “violenza urbana”.

L’esecutivo ha inoltre accusato La France Insoumise di avere spinto i ragazzi contro le autorità. Il partito della sinistra radicale ha respinto l’addebito, definendolo una ricostruzione basata su teorie del complotto. Lecornu ha poi chiesto ai ministri di cancellare gli spostamenti programmati fino a lunedì, una decisione adottata di rado in Francia, e ha annunciato l’elenco degli istituti che da domani svolgeranno le lezioni esclusivamente a distanza.


Saint-Denis resta il centro della mobilitazione

Secondo il professore del liceo Suger, gli studenti chiedono edifici più sicuri e dignitosi, tempi di studio meno pesanti e la riduzione delle differenze tra le scuole delle periferie e quelle situate nelle zone centrali. Il movimento, nato lunedì, ha trovato a Saint-Denis il suo principale punto di riferimento.

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Nei giorni scorsi la tensione era salita davanti al liceo Paul Éluard, dove si erano verificati scontri tra giovani e forze dell’ordine. In quell’occasione il sindaco e alcuni insegnanti avevano formato una barriera per separare i due gruppi. Dopo la chiusura dell’istituto disposta dal prefetto, gli studenti si sono ritrovati davanti al liceo Suger insieme ad alcuni universitari: la manifestazione, riferisce il docente, si è svolta senza incidenti gravi, ma in presenza di un forte schieramento di polizia.


Incendi e disordini in altre città

In varie località francesi la protesta è stata accompagnata da episodi più gravi. A Nantes il liceo Nelson Mandela è stato incendiato, mentre a Marsiglia, nei pressi del liceo Saint-Exupéry, alcuni giovani hanno dato fuoco a un camion dei vigili del fuoco.

Altre situazioni problematiche sono state segnalate a Lille, nel centro di Parigi, a Rouen e a Rennes. La diffusione delle occupazioni in più città ha trasformato una contestazione nata negli istituti scolastici in una crisi di ordine pubblico per il governo, proprio nelle ore in cui veniva illustrata la legge di bilancio al Parlamento.

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