12.000Lettori online ora
Attualità 1 min di lettura1 ott

Campbell, cade l’interdizione: il tribunale riapre la porta agli enti benefici

La giustizia britannica ha accolto il ricorso della modella, ritenuta estranea alle violazioni più gravi emerse nella gestione di Fashion for Relief.

Naomi Campbell torna libera di assumere incarichi alla guida di enti benefici. Il tribunale britannico ha cancellato il divieto di cinque anni imposto alla modella, stabilendo che non fosse al corrente delle irregolarità più gravi emerse in Fashion for Relief, l’organizzazione da lei creata.


Il tribunale esclude il coinvolgimento

La decisione è stata presa da un collegio composto da tre giudici del First-Tier Tribunal, nella sentenza pubblicata giovedì 1 ottobre. Secondo quanto ricostruito nel procedimento, le condotte più serie sarebbero state occultate a Campbell da un’altra amministratrice, l’avvocata Bianka Hellmich.

Il tribunale ha quindi escluso una responsabilità diretta della modella. “La signora Campbell non era coinvolta e non era a conoscenza di tale condotta”, si legge nella pronuncia, che ha portato alla revoca dell’interdizione.


La vicenda di Fashion for Relief

Campbell aveva fondato Fashion for Relief nel 2005, inizialmente con l’obiettivo di raccogliere risorse per le persone colpite dall’uragano Katrina. Negli anni, l’organizzazione aveva poi promosso campagne e iniziative rivolte a comunità colpite da emergenze e calamità in varie aree del mondo.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

L’ente è stato chiuso nel 2023. Nel 2024, al termine degli accertamenti della Charity Commission, Campbell e altri due amministratori erano stati esclusi per cinque anni dalla possibilità di ricoprire ruoli direttivi in organizzazioni benefiche.


Le irregolarità accertate

L’autorità britannica di vigilanza aveva segnalato gravi problemi nell’amministrazione dell’ente e un impiego non regolare delle risorse raccolte. L’indagine aveva inoltre fatto emergere “gravi carenze nella gestione e/o condotte illecite”.

Il verdetto appena emesso non nega l’esistenza delle violazioni contestate a Fashion for Relief, ma distingue la posizione di Campbell da quella di chi, secondo i giudici, avrebbe gestito o nascosto le condotte più problematiche. Per la modella, il divieto di guidare enti benefici è dunque venuto meno.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere