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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Caraibi, Carlo III rompe il silenzio sul passato britannico

Durante il tour tra Guyana, Bahamas e Antigua e Barbuda, il sovrano affronterà colonialismo e schiavitù, ma Londra non apre ai risarcimenti

Il viaggio di Re Carlo III nei Caraibi si annuncia carico di significati politici e storici. Dal 27 ottobre al 4 novembre, il monarca visiterà alcuni Paesi del Commonwealth e affronterà anche le responsabilità legate al colonialismo e alla tratta degli schiavi, senza però che dal Regno Unito arrivino aperture sul tema delle riparazioni economiche.


Il passato entrerà nell’agenda reale

Fonti di Buckingham Palace hanno fatto sapere che Carlo non intende sottrarsi a una discussione considerata particolarmente delicata. Nel programma del sovrano troveranno spazio le pagine più controverse della storia britannica e della monarchia, inserite nel più ampio dibattito sull’eredità dell’impero e sugli effetti trasmessi alle generazioni successive.

Il re, che compirà 78 anni a novembre, visiterà prima la Guyana, in America Latina, poi le Bahamas. L’ultima tappa sarà Antigua e Barbuda, dove sarà affiancato dalla regina Camilla e presiederà, all’inizio di novembre, l’annuale incontro dei capi di governo del Commonwealth.


Attese scuse, esclusi i risarcimenti

Nei Paesi caraibici cresce da tempo la richiesta di un riconoscimento ufficiale delle responsabilità europee e britanniche. Alcuni Stati valutano inoltre di abbandonare la monarchia: Barbados ha già compiuto questo passo cinque anni fa, diventando formalmente una repubblica.

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Secondo le anticipazioni dei media, durante la visita potrebbe arrivare una forma di ammissione di colpa a nome dei predecessori di Carlo. Nel 2021, quando era ancora principe di Galles, l’attuale sovrano aveva definito la tratta atlantica degli schiavi «un’atrocità» capace di «macchiare per sempre la nostra storia».


La questione economica resta aperta

Le richieste dei Paesi caraibici non si limitano alle scuse. I governi della regione sollecitano anche compensazioni economiche, potenzialmente dell’ordine di miliardi, per le conseguenze storiche dello schiavismo e del dominio coloniale.

Su questo fronte, tuttavia, la posizione di Londra non sembra essere cambiata. I governi britannici hanno finora escluso l’avvio di trattative concrete sui risarcimenti, lasciando irrisolto uno dei nodi più sensibili del tour reale.

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