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Attualità 2 min di lettura57 min fa

Graviano torna su Berlusconi: tre incontri e i 20 miliardi evocati in aula

Nel procedimento contro Salvatore Baiardo, il boss di Brancaccio ha parlato dei presunti rapporti con l’ex premier e ha negato l’esistenza della fotografia citata dal gelataio.

La deposizione di Giuseppe Graviano ha riportato al centro del processo contro Salvatore Baiardo i presunti legami tra il boss di Brancaccio e Silvio Berlusconi. Il detenuto, condannato all’ergastolo per le stragi mafiose, ha riferito di incontri avvenuti a Milano e di un investimento risalente alla fine degli anni Sessanta, chiamando in causa anche la propria famiglia.


Marina Berlusconi accusa il processo

Marina Berlusconi ha reagito duramente alle parole pronunciate in aula. In una lettera al Giornale ha sostenuto che a Graviano sarebbe stato consentito di rilanciare accuse contro persone prive della possibilità di difendersi, descrivendo il procedimento come un’occasione costruita attorno a Baiardo ma indirizzata, a suo giudizio, contro Silvio Berlusconi e Marcello Dell’Utri.

La figlia dell’ex presidente del Consiglio ha definito il processo una dimostrazione di «ipocrisia giudiziaria» e ha accusato il boss di essersi presentato con il ruolo di un accusatore pubblico, senza un confronto adeguato sulle sue affermazioni. Baiardo è imputato per calunnia in relazione alle dichiarazioni rese al giornalista Massimo Giletti.


Gli incontri e l’investimento del 1969

Nel corso della sua lunga testimonianza, Graviano ha detto di avere visto Berlusconi in tre occasioni. Secondo il suo racconto, l’ultimo incontro sarebbe avvenuto nel 1993, quando era già latitante, mentre un altro si sarebbe svolto in un albergo di Milano. «L’ho incontrato tre volte, l’ultima, nel ’93, ero latitante», ha dichiarato.

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Il boss ha inoltre collegato Berlusconi a un’iniziativa economica avviata dal nonno Filippo Quartararo tra il 1969 e il 1970. Stando alla sua versione, Berlusconi avrebbe versato 4-5 miliardi di lire, all’interno di un’operazione dal valore complessivo di 20 miliardi. Graviano ha aggiunto che agli investitori sarebbe rientrata soltanto una parte della somma prevista dall’accordo e che alcuni capitali raccolti dal cugino sarebbero stati utilizzati per acquistare uno o due appartamenti a Omegna.


La foto contestata da Graviano

Durante l’udienza è stato affrontato anche il tema della fotografia che Baiardo avrebbe descritto a Giletti, sostenendo che ritraesse Graviano insieme a Berlusconi. Il boss ha respinto questa ricostruzione e ha negato anche un presunto incontro con l’ex premier e il generale Delfino: «Non c’è mai stato un incontro tra me, Berlusconi e il generale Delfino».

Graviano ha infine escluso di avere visto l’orologio dal valore di 500 milioni di lire che Giovanni Brusca avrebbe attribuito a Berlusconi. Su questo punto ha parlato di una falsità, precisando di non sapere nulla dell’oggetto e di non averlo mai notato al polso dell’ex presidente del Consiglio.

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