Marsiglia, zaini sotto controllo e aule vuote: cosa succede
Dopo le tensioni, pochi istituti sono rimasti operativi mentre studenti e famiglie denunciano condizioni difficili e le forze dell’ordine rafforzano i controlli.
Tra caldo intenso, aule in cattive condizioni e protesta, molti studenti hanno scelto di non presentarsi a scuola. Alcuni ritengono che la violenza non sia la soluzione, ma la considerano l’unico strumento capace di attirare l’attenzione sulle loro richieste.
Il clima resta teso anche per le condizioni degli edifici: vengono segnalati ambienti sporchi e privi di un adeguato ricambio d’aria. L’assenza di climatizzazione ha contribuito a rendere ancora più difficile il ritorno alle lezioni.
Le università restano in gran parte chiuse
La mobilitazione non riguarda soltanto i licei. Numerose sedi universitarie di Marsiglia sono state chiuse, limitando ulteriormente le attività didattiche dopo gli episodi di scontro.
La sospensione delle lezioni ha coinvolto così una parte significativa del sistema scolastico e accademico cittadino. Per molti giovani, quindi, la protesta è proseguita lontano dalle normali aule di studio.
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Pochi istituti riaprono sotto sorveglianza
Nel frattempo, il governo ha disposto la chiusura di gran parte dei licei della città. Le poche strutture rimaste accessibili sono state sottoposte a misure di sicurezza particolarmente rigide.
All’ingresso di una scuola gli agenti si sono schierati con equipaggiamento antisommossa e hanno ispezionato gli zaini degli studenti. I controlli miravano a impedire l’introduzione di armi o di oggetti, come pietre, che potessero essere utilizzati contro le forze dell’ordine.
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