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Attualità 1 min di lettura55 min fa

Christa Pike, il paradosso del Tennessee: ora l’Onu chiede la grazia

Dopo due tentativi di esecuzione, la donna è in ospedale, incosciente e sostenuta da un respiratore artificiale mentre cresce la richiesta di commutare la pena.

Christa Pike si trova in condizioni gravissime: è ricoverata, non ha ripreso conoscenza ed è intubata. Il caso crea una contraddizione drammatica in Tennessee, lo Stato che ha già tentato due volte di eseguire la sua condanna a morte e che ora le sta garantendo le cure necessarie a tenerla in vita.


Una vita sospesa in ospedale

La donna è attualmente mantenuta in vita attraverso il supporto di un respiratore artificiale. Le sue condizioni, secondo le informazioni disponibili, restano critiche e non consentono di considerarla cosciente.

Il paradosso nasce dal fatto che le terapie vengono somministrate proprio dall’apparato statale che, in precedenza, aveva provato a portare a termine la sua esecuzione. Se Pike sopravviverà, il Tennessee potrebbe tornare a perseguire l’applicazione della pena capitale nel prossimo anno.

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Gli appelli per fermare l’esecuzione

La vicenda ha alimentato richieste perché la condanna venga trasformata. Tra gli appelli figura anche quello rivolto dalle Nazioni Unite: «Adesso graziatela».

La richiesta è di commutare la pena di morte, così da impedire un nuovo tentativo di esecuzione dopo quelli già effettuati. Il caso di Pike viene così presentato come una situazione insieme tragica e paradossale, nella quale lo Stato cerca oggi di salvarle la vita mentre potrebbe ritrovarsi a volerla togliere nuovamente.

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