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Attualità 1 min di lettura57 min fa

Christa Pike, il tentativo di esecuzione finisce in emergenza

La detenuta del Tennessee è incosciente e dipende da un respiratore dopo la somministrazione fallita del pentobarbital.

Christa Pike si trova in condizioni critiche dopo il fallimento dell’iniezione letale in Tennessee. La donna è ricoverata, non ha ripreso conoscenza ed è assistita da un respiratore artificiale, secondo quanto riferito dai suoi avvocati.


La corsa contro il farmaco

I medici dell’ospedale stanno cercando di mantenerla in vita e di ridurre la quantità di pentobarbital ancora presente nel suo organismo. Il farmaco le era stato somministrato mercoledì, quando il tentativo di esecuzione era stato interrotto dopo la somministrazione di due dosi.

In un documento depositato in tribunale, la difesa ha sostenuto che il medicinale potrebbe non essere entrato correttamente nel sistema circolatorio. Secondo la ricostruzione dei legali, il pentobarbital sarebbe invece finito, almeno in parte, nei tessuti corporei a causa di un problema con gli accessi endovenosi.

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Gli errori contestati dalla difesa

Gli avvocati ritengono che nessuno degli operatori incaricati dell’esecuzione abbia individuato in tempo il malfunzionamento dei cateteri o il cedimento delle vene. «Nessuno si è accorto che i cateteri endovenosi non erano posizionati correttamente», hanno scritto nella documentazione presentata al giudice.

La difesa afferma inoltre che, invece di correggere il problema, la squadra avrebbe predisposto un secondo gruppo di siringhe con pentobarbital e lo avrebbe somministrato alla detenuta. «Il personale dell’ospedale sta lavorando per salvarle la vita ed eliminare il pentobarbital dal sistema», hanno aggiunto i legali, descrivendo così l’attuale intervento dei sanitari.

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