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Attualità 2 min di lettura53 min fa

Leone XIV in Argentina: la missione per ricucire un Paese ferito

Jorge García Cuerva avverte: il Pontefice incontrerà povertà e tensioni sociali, ma anche una popolazione determinata a non arrendersi.

L’arcivescovo di Buenos Aires Jorge García Cuerva affida alla prossima visita di Leone XIV la speranza di riaccendere il senso di appartenenza collettiva in Argentina. Secondo il presule, il Pontefice porterà un «messaggio di unità» e potrebbe favorire una nuova disponibilità a ritrovare la comunione nella società e a «costruire insieme».


Una società che cerca di ricomporsi

García Cuerva ritiene che il viaggio papale possa lasciare un segno oltre gli appuntamenti religiosi. Il suo auspicio è che, dopo la presenza del Pontefice, maturi un risveglio della responsabilità comune in un Paese attraversato da divisioni e difficoltà.

L’arcivescovo, scelto da Papa Francesco nel 2023 per guidare la diocesi della capitale, ha collegato questo messaggio alla necessità di ricostruire legami sociali più solidi. La visita apostolica e pastorale di Leone XIV è programmata dall’8 all’11 novembre.


La forza di chi non cede

Nel quadro tracciato dal presule non c’è soltanto sofferenza. L’Argentina, ha spiegato, è anche la terra di persone laboriose che ogni mattina ripartono, sostenendo la famiglia e affrontando sacrifici: una realtà che «non si arrende» e continua a cercare una strada per andare avanti.

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Questa tenacia rappresenta, nelle parole dell’arcivescovo, l’altra faccia del Paese che il Papa incontrerà. Alla crisi si affianca dunque una popolazione ancora impegnata nella vita quotidiana e intenzionata a non rinunciare al proprio futuro.


Povertà e tensioni quotidiane

García Cuerva ha però descritto anche un contesto segnato da ferite profonde. Ha parlato di un’Argentina dove disprezzo e intolleranza sono diventati frequenti e dove una percentuale molto elevata della popolazione affronta la povertà.

Le sue considerazioni sono state rese durante un breve incontro con la stampa, alla vigilia del tradizionale pellegrinaggio al santuario della Vergine di Luján, patrona dell’Argentina. Proprio rispondendo a una domanda sul Paese che attenderà Leone XIV, l’arcivescovo ha delineato il contrasto tra le emergenze sociali e la capacità degli argentini di continuare a lottare.

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