5.000Lettori online ora
Attualità 3 min di lettura23 set

Zelensky alza la posta: armi per l’inverno e il giallo su Dobropillya

A New York il leader ucraino chiede a Trump nuove forniture e più pressione su Putin, mentre l’Institute for the Study of War smentisce l’ennesima rivendicazione russa nel Donetsk.

L’ultima versione arrivata da Mosca sul Donetsk non regge, secondo l’Institute for the Study of War: Dobropillya resta in mani ucraine e non risultano i movimenti descritti dal ministero della Difesa russo. Gli analisti parlano di una narrazione costruita per dare l’idea di un fronte ucraino vicino al crollo, soprattutto in un momento politicamente delicato come quello dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York.


Mosca non chiude Dobropillya

Anche il riferimento all’avanzata verso Oleksandrivka viene giudicato troppo vago per essere considerato credibile. Nessuna mappa, nessun supporto operativo e, soprattutto, un quadro che non coincide con le informazioni diffuse da Kiev: i reparti ucraini, viene spiegato, tengono ancora le posizioni a sud e a nord-est della cittadina.


Zelensky cerca una spinta da Trump

Sul versante diplomatico e militare, Volodymyr Zelensky ha rivolto a Donald Trump una richiesta precisa: un “pacchetto invernale” di aiuti, con nuovi sistemi antimissile Patriot e altre dotazioni tecnologiche. La domanda è arrivata durante l’incontro avuto a margine dell’Assemblea generale, in un’intervista al 'Wall Street Journal'.

Il presidente ucraino sostiene che Putin reagirà soltanto se sottoposto a nuove pressioni, a partire da sanzioni più dure. A suo giudizio, dopo le elezioni il leader del Cremlino avrebbe meno incentivi a cambiare linea, nonostante i risultati limitati ottenuti finora sul terreno.


Energia, pressione e nuove accuse

Zelensky ha legato la guerra anche al nodo energetico, spiegando che l’Ucraina vuole fermare gli attacchi contro le proprie infrastrutture e che la Russia va colpita dove è più vulnerabile. In questo quadro ha detto: "Le nostre vite sono più importanti del prezzo dell’energia".

Secondo il leader di Kiev, le sue forze avrebbero distrutto il 45% della capacità di raffinazione russa. Ha anche attribuito una parte del rialzo dei carburanti alle restrizioni nel traffico intorno allo Stretto di Hormuz, mentre ha accusato la Cina di fornire a Mosca tecnologie non specificate, lasciando intendere un aiuto nel campo delle comunicazioni simile a quello di Starlink.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.


Il messaggio a Putin

In un passaggio molto netto, Zelensky ha ribadito al 'Wsj' che il presidente russo risponderebbe solo alla forza. Ha aggiunto che gli attacchi contro la rete energetica ucraina impongono una replica, e ha insistito sul fatto che la Russia avrebbe guadagnato poco territorio pagando però un costo altissimo in termini di perdite umane.

Il capo dello Stato ucraino ha poi avvertito che Putin potrebbe cercare un obiettivo all’interno della Nato per dimostrare che l’Alleanza non è in grado di reagire. Sempre a New York, il presidente ha ricordato che Trump non ha affrontato il tema dei prezzi dell’energia nei colloqui, pur ammettendo che sulle sue decisioni sarebbe arrivata pressione da parte dell’amministrazione statunitense.


La replica alla propaganda russa

Zelensky oggi interverrà per la quarta volta all’Assemblea generale delle Nazioni Unite dall’invasione del 2022. Nel frattempo, il quadro descritto da Mosca viene contestato dagli analisti americani: la presunta chiusura della morsa attorno a Dobropillya viene definita infondata e non supportata da elementi verificabili.

La stessa lettura vale per la pretesa di un accerchiamento già completato. Gli analisti ricordano che in passato il Cremlino ha annunciato più volte successi simili poi risultati inesistenti, da Kursk a Kupiansk, fino a Lyman e all’area tra Velyki Burluk e Vovchansk.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere