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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Zacharia nella bufera: l’esame fallito mette in dubbio il ruolo alla Casa Bianca

La nuova portavoce di Trump ha confermato di non aver ottenuto l’abilitazione in California, mentre un gruppo di vigilanza chiede verifiche sul suo modo di definirsi avvocata.

La prima settimana di Katie Zacharia come portavoce della Casa Bianca si è trasformata in un caso sulle sue qualifiche professionali. Dopo le difficoltà mostrate durante alcune conferenze stampa, l’attenzione si è spostata sul titolo di avvocata che ha utilizzato in televisione e sui social, nonostante non abbia superato l’esame necessario per esercitare la professione.

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L’ammissione riapre il caso delle credenziali

Zacharia ha riconosciuto in un’intervista a Fox News di non aver superato l’esame di abilitazione della California e di non averlo ripetuto. Non risulta inoltre iscritta all’albo degli avvocati in nessuno degli Stati americani nei quali ha vissuto.

La questione è emersa dopo che Donald Trump l’aveva descritta, in un messaggio pubblicato su Truth Social, come una sostenitrice convinta del movimento Maga e come un’avvocata laureata alla Pepperdine Caruso School of Law. Anche Zacharia, in diverse apparizioni televisive e pubblicazioni sui social, si era presentata con quella qualifica.

La portavoce ha spiegato di essersi laureata alla Pepperdine e di essersi sposata nello stesso periodo, quando lei e il marito avevano deciso di trasferirsi in Cina. Aveva già effettuato l’iscrizione all’esame californiano, ma sapeva che si sarebbe trasferita all’estero e scelse comunque di sostenerlo per evitare che risultasse come un ritiro.


Un esposto chiede verifiche in California

Tra il 2011 e il 2013 Zacharia ha lavorato in Cina nel dipartimento internazionale dello studio legale Zhong Lun, occupandosi di operazioni oltreconfine. In quel Paese, però, soltanto i cittadini cinesi possono ottenere la licenza per esercitare la professione forense; gli stranieri possono essere impiegati dagli studi con mansioni differenti.

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Il 14 ottobre Campaign for Accountability ha presentato un esposto all’Ordine degli avvocati della California. L’organizzazione vuole accertare se Zacharia si sia descritta più volte come abilitata a svolgere l’attività legale senza possedere la licenza prevista, condotta che la normativa californiana considera un reato.

Negli Stati Uniti, infatti, la laurea in giurisprudenza non coincide automaticamente con l’autorizzazione a esercitare. Zacharia ha sostenuto di aver chiesto alla propria università come definirsi quando ha iniziato a partecipare ai programmi televisivi: secondo il suo racconto, il rettore le avrebbe suggerito di usare il termine inglese riferito a chi ha studiato legge, distinguendolo da quello riservato agli abilitati. Tuttavia, in varie occasioni pubbliche avrebbe utilizzato proprio la qualifica di avvocata.


La Casa Bianca respinge le contestazioni

L’amministrazione Trump ha scelto di difendere la nuova portavoce. Steven Cheung, direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, ha dichiarato che Zacharia è «una professionista eccezionalmente qualificata e brillante, capace di contribuire a informare il popolo americano».

La vicenda resta quindi legata a due piani distinti: da una parte l’ammissione della mancata abilitazione, dall’altra il possibile accertamento sul modo in cui la portavoce ha descritto la propria esperienza davanti al pubblico. Sarà l’Ordine californiano a stabilire se esistano gli estremi per un’indagine formale.

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