Libia, Roma prova a ricucire l’asse tra Europa e Stati Uniti
L’Atlantic Council lancia nella Capitale un programma dedicato a Mediterraneo, Nord Africa e Medio Oriente, con l’obiettivo di superare la frammentazione occidentale.
La Libia è il punto in cui, secondo Karim Mezran, si misura più chiaramente l’incapacità di Stati Uniti ed Europa di muoversi secondo una strategia condivisa. Da questa consapevolezza nasce a Roma il nuovo programma dell’Atlantic Council, pensato per riaprire il dialogo transatlantico sulle crisi del Nord Africa e del Medio Oriente.
La Capitale è stata scelta come sede di confronto perché l’Italia conserva rapporti rilevanti con Algeria, Libia, Egitto e Turchia. Il problema, osserva Mezran, è trasformare queste relazioni in un’iniziativa politica coordinata, capace di coinvolgere anche Washington.
Rowenta
-20% sugli aspirapolvere Rowenta
La Libia resta il nodo centrale
Per Mezran, direttore della North Africa Initiative e membro residente dell’Atlantic Council, l’Occidente rischia di perdere ulteriore influenza nella regione se continuerà ad agire senza una direzione comune. L’esperto, già alla guida del Centro Studi Americani di Roma tra il 2002 e il 2012, ritiene che l’Italia possa svolgere una funzione di collegamento tra le due sponde dell’Atlantico e il Mediterraneo meridionale.
Nel suo giudizio, l’Europa non dispone di una vera politica condivisa per quest’area. I singoli governi seguono interessi nazionali e rapporti storici differenti, mentre le questioni migratorie e di sicurezza finiscono spesso per prevalere sulla comprensione delle dinamiche politiche locali. La Libia, dopo la caduta di Gheddafi, rappresenta l’esempio più evidente di una stabilizzazione mai accompagnata da un progetto comune.
Mezran considera comunque possibile un’iniziativa italiana. Roma, sostiene, potrebbe mettere allo stesso tavolo Abdelmadjid Tebboune, Abdel Fattah al-Sisi e Recep Tayyip Erdogan, sfruttando i rapporti costruiti con Algeria, Egitto e Turchia. L’Algeria, in particolare, non può essere esclusa dagli equilibri regionali anche per le tensioni con il Marocco legate al Sahara occidentale.
L’Italia cerca una leva diplomatica
L’analista attribuisce alla Turchia una capacità di manovra superiore a quella mostrata da molti altri attori. Ankara, a suo avviso, ha saputo intervenire in scenari diversi, dalla Libia alla Siria, mantenendo canali aperti sia con interlocutori occidentali sia con Russia e Ucraina.
«Erdogan è un politico estremamente abile», ha affermato Mezran nell’intervista. Il presidente turco, secondo l’esperto, ha sostenuto una delle parti nel conflitto libico ma ha poi sviluppato rapporti anche con Haftar, ampliando così il proprio spazio d’azione. Per questo la Turchia è destinata ad avere un peso crescente anche nei rapporti con l’Egitto e nel Corno d’Africa.
Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.
Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.
L’iniziativa dell’Atlantic Council punta inoltre a rafforzare il contributo europeo al rapporto con gli Stati Uniti. Mezran ha spiegato che l’obiettivo non è soltanto dimostrare la capacità americana di partecipare alla soluzione dei problemi internazionali, ma anche valorizzare ciò che l’Italia può offrire nella gestione delle crisi mediterranee.
Il programma parte il 19 ottobre
Il primo appuntamento pubblico è fissato per lunedì 19 ottobre, alle 17, al Centro Studi Americani di via Michelangelo Caetani 32. Il titolo dell’incontro, tradotto in italiano, è “Dal Mar Rosso all’Atlantico: politica transatlantica e grande sistema di sicurezza nordafricano”.
La discussione partirà dall’idea che Maghreb, Sahel, Corno d’Africa e Mar Rosso siano ormai collegati da un unico intreccio strategico. Rivalità tra Algeria e Marocco, reti jihadiste, migrazioni, guerra in Sudan, interessi egiziani sul Nilo e sicurezza delle rotte marittime non possono più essere analizzati come problemi separati.
Ad aprire i lavori saranno Jörn Fleck, direttore dell’Europe Center dell’Atlantic Council, Roberto Sgalla, direttore del Centro Studi Americani, e Will Wechsler, responsabile dei programmi mediorientali dell’organizzazione. È previsto anche l’intervento di Maurizio Greganti, vice direttore generale per gli Affari politici e la sicurezza internazionale della Farnesina.
La tavola rotonda sarà moderata da Mezran e vedrà la partecipazione di Hannah Armstrong, Can Kasapoğlu e Caterina Roggero. Le conclusioni saranno affidate a Giampiero Massolo, componente del consiglio di amministrazione del Centro Studi Americani.
Fondato a Washington nel 1961, l’Atlantic Council opera nell’analisi delle relazioni internazionali, della sicurezza e della cooperazione transatlantica. Il suo lavoro sul Medio Oriente e sul Nord Africa si sviluppa soprattutto attraverso il Rafik Hariri Center e i Middle East Programs.
Continua a leggere
Zacharia, incarico già in bilico: Trump le chiede di ripensarci
La portavoce della Casa Bianca è finita sotto pressione dopo il primo incontro con la stampa e le contestazioni sulla sua qualifica professionale.
Caro energia, Enel mette sul piatto 40 euro: chi può ottenerli
Nuovi clienti luce e gas potranno scegliere tra un voucher per il rifornimento Q8 e la ricarica elettrica, mentre proseguono gli sconti sulla mobilità sostenibile.
Trump e Meloni, distanza sull’intesa con Putin: il punto del presidente Usa
Il presidente americano ridimensiona il coinvolgimento degli Stati Uniti e considera positivo l’effetto dell’accordo sul mercato del diesel.
Diesel russo, Macron contro Trump: «Così i prezzi non scenderanno
Il presidente francese critica l’allentamento delle sanzioni e avverte: la misura rischia di alimentare sfiducia e divisioni sul mercato energetico