1.118notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 2 min di lettura33 min fa

Auto, la svolta franco-tedesca: cosa cambia dal 2035

Parigi e Berlino chiedono più flessibilità per accompagnare la transizione elettrica senza rinunciare alla produzione europea e a una quota di motori termici.

Il traguardo della decarbonizzazione resta fissato al 2035, ma il percorso potrebbe diventare meno rigido per i costruttori. L’intesa raggiunta da Francia e Germania punta infatti a proteggere industria, occupazione e filiera europea, lasciando spazio anche a tecnologie diverse dall’elettrico puro.

Offerta del giorno16 ottobre

Rowenta

-20% sugli aspirapolvere Rowenta

Scade tra 76 giorni
********


Emissioni giù, senza compensazioni

Il compromesso riguarda soprattutto il limite sulle emissioni di anidride carbonica. Entro il 2035 le automobili dovrebbero ridurre del 90% i valori registrati nel 2021, mentre il restante 10% verrebbe considerato come quota residua legata all’impiego di carburanti rinnovabili.

La proposta iniziale della Commissione europea prevedeva che le case compensassero quella parte attraverso acciaio a basse emissioni, elettrocarburanti o biocarburanti. L’accordo franco-tedesco elimina invece l’obbligo di compensazione per i produttori, mantenendo comunque il riferimento alla riduzione del 90%.


Una nuova via per il dopo 2035

Il testo immagina anche una categoria specifica per i veicoli a emissioni zero alimentati esclusivamente da carburanti rinnovabili e a basse emissioni di carbonio realizzati in Europa. In questo modo, dopo il 2035, potrebbe restare possibile immatricolare e utilizzare automobili basate su queste soluzioni.

La prospettiva non cancella il ruolo dell’auto elettrica a batteria, ma evita di legare l’intera transizione a una sola tecnologia. L’obiettivo dichiarato è accompagnare il passaggio verso emissioni più basse senza mettere completamente fuori gioco il motore termico.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.


Premi alla produzione europea

La componente industriale dell’intesa passa dai cosiddetti supercrediti, cioè meccanismi che rendono più vantaggioso per i costruttori realizzare determinati modelli elettrici nel territorio dell’Unione europea. Per queste vetture il moltiplicatore arriverebbe a 1,2, mentre per i modelli di piccole dimensioni salirebbe a 1,4.

Ulteriori vantaggi sarebbero previsti quando l’auto utilizza acciaio e alluminio europei prodotti con basse emissioni di carbonio: in quel caso i coefficienti indicati sono rispettivamente 1,3 e 1,5. Sono inoltre ipotizzati incentivi pubblici per i veicoli conformi ai requisiti di produzione europea.


Il sostegno di Stellantis

Per rientrare nei criteri industriali, una vettura dovrebbe avere almeno il 70% dei componenti realizzati nell’Unione, con l’esclusione della batteria, e una quota rilevante delle attività di ricerca e sviluppo svolta in Europa. Le regole mirano così a rafforzare la filiera locale e a ridurre il rischio di delocalizzazione.

Stellantis, il gruppo guidato da John Elkann e proprietario di 14 marchi tra cui FIAT, ha accolto positivamente l’intesa. L’azienda ha definito l’accordo «un passo importante» verso la conclusione del pacchetto europeo per l’automobile, sottolineando che maggiore chiarezza e flessibilità aiuterebbero il settore a concentrarsi sull’innovazione e sulla creazione di valore per i clienti.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere