Vittorio Sgarbi, la figlia frena gli entusiasmi: «Situazione grave»
Dopo la visita al Gemelli, Evelina Sgarbi contesta il racconto di un miglioramento e torna sul conflitto con Sabrina Colle e sulla richiesta di un amministratore legale.
Le condizioni di Vittorio Sgarbi restano al centro di uno scontro familiare e pubblico. Evelina Sgarbi, intervenuta a RTL 102.5, ha ridimensionato le notizie circolate negli ultimi giorni su un presunto recupero del padre, ricoverato da settimane nel reparto di terapia intensiva del Gemelli di Roma.
La figlia 26enne, che vive a Milano, ha raccontato di non riuscire a raggiungere quotidianamente l’ospedale e di incontrare difficoltà anche nel ricevere aggiornamenti per telefono. «La situazione è molto grave», ha detto, spiegando che sta cercando di ottenere informazioni che considera normali per una familiare.
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La visita riaccende i dubbi sulle condizioni
Evelina ha visto il padre il 21 ottobre, due giorni prima dell’intervento radiofonico, e lo ha trovato ancora in terapia intensiva. Per questo ha invitato a non presentare la situazione come una svolta improvvisa: «Starei attenta a parlare come se fosse successo un miracolo».
Secondo la figlia, il modo in cui sono state diffuse le informazioni avrebbe creato un’immagine troppo ottimistica dello stato di salute di Vittorio Sgarbi. A suo giudizio, il miglioramento raccontato nelle ultime giornate non corrisponderebbe a ciò che ha osservato durante la visita.
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Lo scontro con chi gli è vicino
Nel mirino di Evelina c’è anche la ricostruzione dell’origine del ricovero, rilanciata sui social e attribuita in parte alla compagna del critico d’arte, Sabrina Colle. La giovane ha contestato in particolare la versione secondo cui il 29 settembre Sgarbi sarebbe già stato in condizioni tali da rendere plausibile il racconto diffuso successivamente: quel giorno, ha ricordato, era a Palermo per un’intervista.
Il conflitto con Sabrina Colle è arrivato anche sul piano legale, con la richiesta di nominare un amministratore per il padre. Evelina sostiene che alcune persone intorno a lui abbiano interesse a conservarne l’immagine pubblica e professionale, perché la sua attività rappresenterebbe un valore economico. Ha inoltre raccontato di sentirsi dipingere come la figlia problematica, mentre afferma di battersi soltanto per avere chiarezza e garanzie.
La sua posizione si chiude con una frase che riassume la frustrazione accumulata: «Sono stanca di lottare per cose che dovrebbero essere normali».
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