Cortei e tensioni, città blindate: cosa succede oggi da Roma a Torino
Dopo i disordini del weekend scattano perquisizioni e controlli rafforzati, mentre le autorità preparano la gestione delle proteste annunciate e di quelle a sorpresa.
Il fine settimana si apre con un apparato di sicurezza rafforzato e una domanda ancora senza risposta: dove si concentreranno davvero le piazze di protesta? A Roma sono attesi quattro appuntamenti, mentre a Firenze alcuni esercizi del centro hanno già protetto le vetrine. Nel frattempo, le forze dell’ordine stanno lavorando sugli sviluppi degli scontri dei giorni scorsi.
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Perquisizioni e controlli aumentano
La polizia ha effettuato più di 150 perquisizioni tra Milano, Monza e altre 20 città, soprattutto in Lombardia. Le operazioni investigative sono nate dopo i disordini dello scorso fine settimana e hanno portato al ritrovamento di coltelli, tirapugni, una balestra e contenitori con benzina da parte della Digos.
Il ministro Matteo Piantedosi ha collegato gli episodi alla possibile esistenza di «un coordinamento tra i protagonisti di queste scorribande». Dal Viminale è arrivata anche l’indicazione di valutare il fermo preventivo, applicabile pure ai minorenni. Sul territorio sono stati dislocati 15 Reparti mobili, per un totale di 5.800 operatori; nella sola Milano il dispositivo comprende più di 1.400 tra appartenenti alle forze dell’ordine e militari.
Roma tra cortei autorizzati e sorprese
Nella capitale il primo corteo è previsto alle 10.30, con partenza da piazza della Libertà e arrivo a piazza Risorgimento. L’iniziativa, promossa da Gioventù nazionale, dovrebbe coinvolgere circa 700 persone e attraversare via Cola di Rienzo con lo slogan «Sblocchiamo tutto», rivolto contro le violenze delle ultime settimane.
Alle 15 partirà invece da piazza della Repubblica la manifestazione dell’Asse antimperialista, diretta verso i Fori Imperiali. Alla Questura sono state comunicate circa 10mila presenze; il messaggio scelto è «Fuori l’Italia dalla guerra». Le autorità considerano più delicati il passaggio tra Termini e via Cavour e i temi legati alla solidarietà con la Palestina.
Accanto ai due cortei regolarmente annunciati, restano due iniziative diffuse soltanto attraverso i social. Il Movimento 17 Ottobre ha cancellato l’appuntamento previsto al Circo Massimo e potrebbe indicare una nuova destinazione all’ultimo momento. A piazza del Popolo, dalle 15, è stato invece lanciato un sit-in da Noi siamo il popolo.
Milano e Firenze preparano la risposta
A Milano i controlli coinvolgono anche le aree centrali e i principali snodi del trasporto pubblico. Il piano prevede verifiche lungo i tragitti dei cortei, nei pressi delle stazioni e dei capolinea di autobus e metropolitane; è prevista inoltre la rimozione di automobili e cassonetti dalle zone più esposte.
A Firenze il comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha lavorato per oltre quattro ore sulle misure da adottare. Dalla mattina è stata disposta una ricognizione continua nelle piazze potenzialmente interessate dalle manifestazioni, con l’impiego di polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizia municipale.
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Nel centro storico, soprattutto in via Tornabuoni e nelle strade dello shopping di lusso, diversi negozi e gioiellerie hanno coperto le vetrine con pannelli protettivi. Un locale ha anche rimosso la propria area esterna, in attesa di capire se e dove si svolgerà la protesta collegata al Movimento 17 Ottobre. In piazza della Signoria è stata inoltre annunciata, sempre per le 15, un’altra iniziativa.
Torino punta sulla mobilitazione delle 15
A Torino il ritrovo è stato fissato alle 15 in piazza Castello. L’appuntamento è riconducibile ad ambienti autonomi e antagonisti già attivi durante le mobilitazioni Pro Pal e contesta il riarmo, il costo dei carburanti e i centri dati.
L’appello richiama anche il diritto alla casa, all’istruzione e alla salute. La manifestazione si aggiunge alle decine di iniziative annunciate in varie città italiane, in un quadro reso più complesso dalla possibilità di convocazioni non comunicate preventivamente.
Il metodo delle convocazioni lampo
Il Movimento 17 Ottobre ha ritirato gli inviti a manifestare in otto città. Secondo le indicazioni diffuse dai gestori del canale Telegram, tre possibili punti di incontro dovrebbero essere comunicati alle 14.30, mentre la destinazione conclusiva verrebbe resa nota mezz’ora più tardi.
La scelta, spiegano gli amministratori del canale, serve a «non offrire bersagli». Le conversazioni sono state chiuse per evitare che restassero tracce scritte, mentre online continuano a circolare materiali sull’autodifesa, compresi consigli sull’uso di Maalox, sapone e aceto contro i lacrimogeni.
Digos e Nucleo informativo stanno seguendo da giorni Instagram e Telegram. Secondo quanto riferito, anche gruppi ultras si starebbero organizzando per presidiare le strade, aggiungendo un ulteriore elemento di attenzione per le forze impegnate nei servizi di sicurezza.
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