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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Cortei a sorpresa, città blindate: la sfida del Movimento 17 ottobre

A poche ore dalle mobilitazioni contro il carovita cambiano i punti di ritrovo: il movimento annulla le piazze annunciate e le forze dell’ordine rafforzano i controlli

Le manifestazioni previste per sabato 24 ottobre cambiano forma proprio alla vigilia. A Milano il Movimento 17 ottobre ha ritirato l’appuntamento in piazza Duomo e ha scelto di comunicare soltanto alle 14.30 i nuovi luoghi di concentramento, mentre in diverse città italiane è stato predisposto un dispositivo di sicurezza rafforzato.

La decisione arriva dopo i disordini che hanno colpito il capoluogo lombardo tra il 17 e il 18 ottobre e dopo l’approvazione, da parte del governo, di un decreto sulla sicurezza nelle manifestazioni pubbliche. Il provvedimento introduce un nuovo reato legato alla violenza organizzata, punibile fino a 5 anni di carcere, amplia il fermo preventivo e prevede 500 militari aggiuntivi per Milano.

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Il corteo cambia all’ultimo momento

Il movimento ha spiegato che gli appuntamenti già diffusi non saranno più validi. Piazza Duomo a Milano, piazza Nettuno a Bologna e gli altri luoghi indicati in precedenza vengono quindi esclusi: alle 14.30 saranno rese note tre aree diverse in ogni città, senza anticipare gli indirizzi.

La mobilitazione dovrebbe poi svilupparsi in più fasi. I partecipanti sono invitati a organizzarsi in piccoli gruppi e a raggiungere il punto più vicino; alle 15.30, secondo il piano annunciato, i tre concentramenti confluiranno in un’unica piazza. «Non rinunciamo a scendere in strada: cambiamo il modo in cui lo facciamo», ha scritto il Movimento 17 ottobre nel comunicato diffuso sui social.

L’organizzazione sostiene di voler evitare luoghi facilmente delimitabili e presidiati, giudicati vulnerabili a una gestione basata su cordoni e zone rosse. Il movimento, nato dopo le devastazioni del fine settimana precedente, afferma inoltre che la nuova impostazione serve a tutelare i partecipanti e a mantenere una struttura meno centralizzata.


La risposta del governo e della polizia

L’esecutivo ha collegato il nuovo intervento normativo alla necessità di prevenire ulteriori scontri. Il movimento lo considera invece una risposta repressiva al disagio sociale e accusa il governo di voler controllare le piazze prima ancora del loro riempimento.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha dichiarato da Treviso: «Abbiamo pianificato tutto quello che era pianificabile; abbiamo rinforzato tutti i dispositivi». L’attenzione non riguarda soltanto Milano, ma anche Roma e le altre città in cui sono state annunciate iniziative.

Il monitoraggio delle conversazioni online e dei social è stato intensificato per individuare eventuali spostamenti improvvisi o azioni organizzate all’ultimo minuto. Nella capitale vengono osservati anche gli ambienti degli ultras, per il rischio di contro-mobilitazioni, e si presta particolare attenzione alla possibile presenza di infiltrati nei cortei.

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Roma punta sulla saturazione

A Roma il piano è stato definito durante un tavolo tecnico presieduto dal questore Roberto Massucci. La strategia, indicata come “saturazione”, prevede controlli preventivi e una presenza capillare nel centro storico, nei luoghi di aggregazione, lungo i percorsi che collegano le periferie al centro e nella rete della metropolitana.

Saranno impiegati più di mille operatori delle forze dell’ordine. La Polfer controllerà gli scali ferroviari principali, mentre carabinieri e personale della questura presidieranno il territorio; il controllo dall’alto sarà affidato ai droni della questura, agli elicotteri della Polizia e ai velivoli dell’Arma.

La questura ribadisce che il diritto a manifestare sarà tutelato anche quando esprime dissenso, ma precisa che dovrà svolgersi nel rispetto delle leggi e dei diritti degli altri cittadini. Per sabato sono già previste due manifestazioni regolarmente annunciate, alle quali potrebbero aggiungersi le iniziative del Movimento 17 ottobre.


Milano prepara stazioni e negozi

Nel capoluogo lombardo i controlli si concentreranno innanzitutto sulle stazioni, per verificare eventuali arrivi organizzati da altre città della regione. Sorvegliati anche i luoghi istituzionali, le aree simboliche e le zone commerciali del centro, dove potrebbero dirigersi gruppi dopo i raduni.

La Rinascente ha deciso di chiudere alle 15, mentre negozi e boutique del Quadrilatero della moda hanno valutato autonomamente le misure da adottare. Alcuni esercizi hanno installato pannelli a protezione delle vetrine, ma l’invito del sindaco Giuseppe Sala a evitare una chiusura generalizzata sembra aver prevalso.

«Siamo tutti in allerta, ma le nostre saracinesche restano su. Noi non cediamo alla paura», ha affermato Luigi Ferrario, presidente di Real Baires, l’associazione dei commercianti di corso Buenos Aires. L’obiettivo delle autorità resta quello di prevenire nuovi danneggiamenti senza interrompere completamente la vita commerciale della città.

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