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Attualità 3 min di lettura46 min fa

Proteste, piazze a sorpresa e città blindate: cosa accade oggi

A Milano i luoghi dei cortei saranno comunicati all’ultimo momento, mentre Roma e le altre città rafforzano controlli e presidi dopo i disordini del fine settimana.

Oltre 150 perquisizioni d’urgenza e un sistema di sicurezza rafforzato fanno da sfondo alle proteste annunciate per sabato 24 ottobre. A Milano il Movimento 17 ottobre ha cancellato il ritrovo in piazza Duomo e ha scelto di rendere pubblici i nuovi punti di raccolta soltanto poche ore prima, nel tentativo di evitare controlli preventivi e zone presidiate.

L’attenzione delle forze dell’ordine è alta in diverse città, da Roma a Bologna, da Genova a Bari. Il timore è che possano ripetersi episodi di violenza dopo la guerriglia urbana e i saccheggi avvenuti nel capoluogo lombardo il 17 e il 18 ottobre.

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Milano cambia il piano all’ultimo minuto

Il primo appuntamento comunicato dal movimento non è più valido. Alle 14.30 saranno indicati tre punti distinti di ritrovo a Milano e nelle altre città coinvolte; mezz’ora più tardi, alle 15.30, i gruppi dovrebbero muoversi verso un’unica piazza finale. La strategia punta su cortei composti da più gruppi, riuniti in base alla vicinanza geografica.

L’organizzazione ha invitato partecipanti, collettivi e gruppi spontanei a incontrarsi prima e a spostarsi insieme, senza raggiungere da soli i luoghi della mobilitazione. In questo modo, secondo il Movimento 17 ottobre, i manifestanti potranno evitare punti facilmente delimitabili e controllabili dalle forze dell’ordine.

Il movimento contesta il decreto-legge sulla sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri il 20 ottobre. Il provvedimento introduce un nuovo reato legato alla violenza organizzata durante le manifestazioni, punibile fino a 5 anni di carcere, amplia il fermo preventivo e prevede 500 militari aggiuntivi per Milano. In un comunicato, il gruppo ha sostenuto che le nuove misure rappresentino un attacco al dissenso e ha ribadito: «Non ci hanno fermato con le leggi. Non ci fermeranno con i blindati».


Roma prepara una sorveglianza capillare

Nella capitale il piano è stato definito durante un tavolo tecnico presieduto dal questore Roberto Massucci. La linea scelta è quella della saturazione del territorio: controlli nelle aree centrali, nei luoghi di possibile aggregazione, lungo i percorsi dalla periferia e nella rete della metropolitana.

Saranno impiegati più di mille operatori delle forze dell’ordine. La polizia ferroviaria presidierà le principali stazioni, mentre i carabinieri affiancheranno gli agenti della questura. Droni e velivoli della Polizia e dell’Arma contribuiranno dall’alto al monitoraggio dei gruppi sospettati di voler compiere azioni contro l’ordine pubblico.

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A Roma sono previste due manifestazioni regolarmente preannunciate, oltre alle ulteriori iniziative attribuite al Movimento 17 ottobre. Gli investigatori controlleranno anche il rischio di infiltrazioni e l’eventuale presenza di gruppi di tifosi intenzionati a organizzare mobilitazioni contrapposte.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato da Treviso che il dispositivo è stato rafforzato non soltanto a Milano, ma anche negli altri centri considerati esposti: «Abbiamo pianificato tutto quello che era pianificabile». La questura, tuttavia, ha precisato che l’obiettivo resta garantire il diritto di manifestare, purché nel rispetto delle leggi e dei diritti altrui.


Negozi e stazioni sotto osservazione

A Milano l’attenzione si concentrerà anche sulle stazioni, per intercettare l’eventuale arrivo di manifestanti da altre località lombarde. Saranno monitorati inoltre gli edifici legati alla politica, i luoghi simbolo del centro e le aree commerciali più frequentate.

La Rinascente ha annunciato la chiusura anticipata alle 15, mentre gli altri esercizi del centro e le boutique del Quadrilatero della moda decideranno autonomamente se modificare gli orari. Alcuni commercianti hanno predisposto pannelli per proteggere le vetrine, ma l’invito del sindaco Giuseppe Sala a non alimentare una reazione di paura sembra essere stato seguito da diversi negozianti.

Anche le piattaforme digitali sono sottoposte a un controllo più attento. Gli investigatori stanno osservando i canali utilizzati per diffondere indicazioni sui raduni improvvisi, soprattutto dopo il cambio di strategia annunciato dal movimento. La giornata si presenta quindi come una prova per il dispositivo di sicurezza, chiamato a prevenire nuovi disordini senza impedire lo svolgimento delle manifestazioni.

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