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Attualità 3 min di lettura41 min fa

Proteste, piazze segrete e oltre mille agenti: sabato ad alta tensione

Il Movimento 17 ottobre cambia all’ultimo la strategia dei cortei, mentre a Milano e Roma vengono rafforzati controlli e presidi in vista delle mobilitazioni.

La mobilitazione annunciata per sabato 24 ottobre cambia forma poche ore prima dell’appuntamento. A Milano il Movimento 17 ottobre ha ritirato i punti di ritrovo già diffusi, compresa piazza Duomo, e comunicherà soltanto alle 14.30 tre luoghi diversi della città. Un’ora dopo, alle 15.30, i cortei confluiranno in un’unica piazza ancora da indicare.

La scelta arriva mentre le autorità rafforzano i dispositivi di sicurezza in numerosi centri italiani, dopo i disordini che nel fine settimana precedente hanno provocato devastazioni e saccheggi nel capoluogo lombardo. Le iniziative sono attese, oltre che a Milano, anche a Roma, Bologna, Genova e Bari.

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Il movimento cambia strategia

Il gruppo sostiene di aver modificato il piano per evitare che le piazze già annunciate diventino obiettivi facilmente controllabili. Ai partecipanti viene chiesto di organizzarsi in piccoli gruppi e di raggiungere il concentramento più vicino soltanto dopo la comunicazione ufficiale. L’obiettivo dichiarato è far muovere più cortei separati, destinati poi a ricomporsi.

Nel messaggio diffuso dal Movimento 17 ottobre si invita a non recarsi nei luoghi indicati in precedenza, perché lì non sarebbe previsto alcun raduno del gruppo. La nuova impostazione viene descritta come una mobilitazione flessibile, capace di spostarsi senza offrire punti di riferimento preventivi alle forze dell’ordine.

La decisione è anche una risposta al decreto-legge sulla sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri il 20 ottobre. Il provvedimento introduce un reato legato alla violenza organizzata durante le manifestazioni, punibile fino a 5 anni di carcere, amplia la possibilità di fermo preventivo e prevede 500 militari aggiuntivi per Milano.

Il movimento considera quelle misure un tentativo di comprimere il dissenso e accusa il governo di reagire alle proteste con strumenti repressivi invece di affrontare il disagio economico. Nel comunicato ribadisce la propria determinazione con una frase netta: «Non ci fermeremo con le leggi. Non ci fermeranno con i blindati».


Roma prepara un controllo capillare

Nella capitale il piano è stato definito durante un tavolo tecnico presieduto dal questore Roberto Massucci. Le autorità puntano a presidiare le aree ritenute più esposte, dal centro storico alle vie di collegamento con la periferia, includendo anche la rete della metropolitana e i luoghi dove potrebbero formarsi gruppi spontanei.

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Per la giornata sono stati predisposti più di mille operatori delle forze dell’ordine. Alla gestione dei cortei si aggiungeranno la Polfer nelle principali stazioni, i carabinieri e gli uffici della questura impegnati nel controllo del territorio.

Il dispositivo comprenderà anche droni della questura e mezzi aerei della Polizia e dell’Arma dei carabinieri. L’attività di monitoraggio riguarderà inoltre le piattaforme digitali utilizzate per comunicare eventuali spostamenti improvvisi, oltre agli ambienti degli ultras, considerati possibili promotori di contro-mobilitazioni.

Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato da Treviso che i servizi sono stati rafforzati non soltanto a Milano, ma anche nelle altre città interessate da possibili iniziative, con particolare attenzione a Roma. La linea indicata dalla questura resta la tutela del diritto di manifestare, purché avvenga «nel rispetto delle leggi vigenti e dei diritti altrui».


Milano sorveglia stazioni e centro

Nel capoluogo lombardo saranno osservate soprattutto le stazioni, per intercettare l’eventuale arrivo di partecipanti da altre zone della regione. I controlli riguarderanno anche sedi politiche, luoghi simbolici e aree commerciali del centro, dove si teme possano verificarsi tensioni o tentativi di raggiungere i punti più sensibili.

La Rinascente ha annunciato la chiusura anticipata alle 15. I negozi del centro e le boutique del Quadrilatero della moda decideranno invece singolarmente come organizzarsi: alcuni hanno già predisposto pannelli per proteggere le vetrine, mentre l’invito del sindaco Giuseppe Sala è stato a evitare una chiusura dettata dal timore.

L’attenzione delle autorità resterà alta già dalla mattina, in previsione di eventuali presidi non autorizzati o spostamenti verso il centro. Il cambio di programma del Movimento 17 ottobre rende più difficile stabilire in anticipo dove si concentreranno i partecipanti e costringe il sistema di sicurezza a distribuire i controlli su un’area più ampia.

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