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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Manifestazioni, cambia tutto all’ultimo: tre piazze segrete e massima allerta

La protesta contro il carovita cambia forma poche ore prima dell’appuntamento.

La protesta contro il carovita cambia forma poche ore prima dell’appuntamento. Il Movimento 17 ottobre ha cancellato i ritrovi comunicati nei giorni scorsi, compreso quello in piazza Duomo a Milano, e ha annunciato che soltanto alle 14.30 saranno resi noti tre nuovi punti di concentrazione in ogni città coinvolta. L’obiettivo dichiarato è evitare luoghi facilmente controllabili e convogliare i partecipanti verso un corteo conclusivo previsto alle 15.30.

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Il percorso verrà deciso all’ultimo

Il movimento ha invitato i manifestanti a non presentarsi nei luoghi inizialmente indicati, tra cui piazza Duomo a Milano e piazza Nettuno a Bologna. La nuova organizzazione prevede che ogni gruppo si ritrovi in anticipo e raggiunga il punto più vicino dopo la comunicazione delle 14.30. Mezz’ora più tardi, i tre concentramenti dovrebbero poi muoversi verso una sola piazza finale.

La scelta viene presentata come una misura di tutela collettiva e come una risposta al rafforzamento dei controlli. “Non rinunciamo a scendere in strada: cambiamo il modo in cui lo facciamo”, si legge nel messaggio diffuso dal Movimento 17 ottobre, che rivendica una mobilitazione mobile e non ancorata a un unico luogo. La manifestazione, secondo gli organizzatori, dovrà quindi formarsi dal basso, senza un punto di partenza comunicato in anticipo.


La protesta accusa il governo

Nel comunicato, il movimento collega il cambio di programma al decreto-legge sulla sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri il 20 ottobre. Il provvedimento introduce un nuovo reato legato alla violenza organizzata durante le manifestazioni pubbliche, punibile fino a 5 anni di carcere, amplia il fermo preventivo e prevede l’impiego di altri 500 militari a Milano.

Gli organizzatori contestano tempi e contenuti della misura, sostenendo che l’esecutivo abbia scelto strumenti repressivi invece del confronto con il disagio sociale. “Non ci hanno fermato con le leggi. Non ci fermeranno con i blindati”, afferma il movimento, che ha iniziato a strutturarsi dopo le devastazioni e i saccheggi avvenuti a Milano tra il 17 e il 18 ottobre. Le autorità, invece, hanno predisposto nuovi interventi per prevenire ulteriori disordini.

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Sicurezza rafforzata in molte città

L’attenzione delle forze dell’ordine riguarda diverse piazze italiane: oltre a Milano, sono previste iniziative a Roma, Bologna, Genova e Bari. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che i dispositivi sono stati potenziati non soltanto nel capoluogo lombardo, ma anche nelle altre città considerate esposte a possibili mobilitazioni improvvise. Il monitoraggio delle piattaforme digitali e dei canali usati per diffondere indicazioni operative è stato intensificato.

A Roma il piano è stato definito durante un tavolo tecnico presieduto dal questore Roberto Massucci. La strategia punta a presidiare i luoghi di possibile aggregazione, le vie di collegamento tra periferia e centro, la metropolitana e le aree ritenute più sensibili, con controlli anche preventivi. Sono previsti oltre 1.000 operatori, insieme alla Polfer, ai carabinieri e alle unità della questura.


Roma e Milano sotto osservazione

Il dispositivo nella capitale comprende anche il controllo degli scali ferroviari e l’impiego di droni e mezzi aerei della Polizia e dell’Arma dei carabinieri. L’attenzione è rivolta inoltre alla possibile presenza di infiltrati nei cortei e a eventuali contro-mobilitazioni organizzate negli ambienti degli ultras. La questura afferma di voler garantire il diritto a manifestare, ma esclude tolleranza per violazioni delle norme o dei diritti altrui.

A Milano saranno sorvegliate in particolare le stazioni, per intercettare eventuali arrivi dalle altre città lombarde. Sorvegliati anche i luoghi della politica, le zone più note del centro e le aree commerciali di maggior pregio. La Rinascente ha annunciato la chiusura alle 15, mentre gli altri negozi decideranno autonomamente: alcuni hanno predisposto pannelli per proteggere le vetrine, ma l’invito del sindaco Giuseppe Sala a non alimentare una chiusura generalizzata sembra essere stato accolto da molti esercenti.

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