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Attualità 4 min di lettura2 ore fa

Cortei, allerta massima: a Milano cambia il piano e Roma schiera mille agenti

Il Movimento 17 ottobre rinuncia ai punti di ritrovo già annunciati e prepara una mobilitazione itinerante, mentre nelle principali città aumentano i controlli.

A Roma la macchina della sicurezza è stata predisposta per intercettare possibili infiltrazioni, contro-manifestazioni e raduni improvvisi. Oltre mille operatori saranno impegnati nel controllo del territorio, con particolare attenzione al centro storico, alle stazioni, alla metropolitana e ai percorsi che collegano le periferie al cuore della città.

Il piano comprende anche il monitoraggio degli ambienti degli ultras e delle comunicazioni utilizzate per convocare iniziative non formalmente annunciate. Droni e mezzi aerei della Polizia di Stato e dei Carabinieri contribuiranno alla sorveglianza dall’alto. La Questura assicura di voler proteggere il diritto di manifestare, ma esclude tolleranza per violazioni delle norme o dei diritti altrui.

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Roma prepara una rete di controlli

Il dispositivo è stato definito durante un tavolo tecnico presieduto dal questore Roberto Massucci. La cosiddetta strategia di saturazione punta a coprire gli spazi ritenuti più sensibili, con verifiche preventive nei luoghi di possibile aggregazione e lungo le direttrici di accesso al centro.

A presidiare il territorio non saranno soltanto i reparti impegnati nella gestione dei cortei. La Polfer seguirà gli scali ferroviari, mentre i Carabinieri affiancheranno l’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura. Il piano riguarda due manifestazioni regolarmente preannunciate, alle quali potrebbero aggiungersi altre iniziative del Movimento 17 ottobre.


L’allerta coinvolge diverse città

L’attenzione delle autorità resta alta anche a Milano, Bologna, Genova, Bari e nelle altre città interessate dagli appelli alla mobilitazione. Dopo gli episodi di devastazione e saccheggio avvenuti nel capoluogo lombardo nel fine settimana del 17 e 18 ottobre, i sistemi di prevenzione sono stati rafforzati per evitare nuovi scontri.

Da Treviso, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha spiegato che le misure sono state estese oltre Milano: «Abbiamo pianificato tutto quello che era pianificabile; abbiamo rinforzato tutti i dispositivi, non solo a Milano ma ci sono attenzioni anche in altre città in cui potrebbero essere preannunciate iniziative, Roma in primis». Nel frattempo, gli investigatori seguono le conversazioni sulle piattaforme social e nelle chat usate per organizzare eventuali blitz.


Milano cambia i punti di ritrovo

Nel capoluogo lombardo il Movimento 17 ottobre ha cancellato l’appuntamento inizialmente previsto in piazza Duomo. I nuovi luoghi di aggregazione saranno comunicati soltanto alle 14.30 di sabato 24 ottobre: in ogni città verranno indicati tre punti distinti, mentre alle 15.30 sarà annunciata la destinazione conclusiva dei cortei.

La decisione è stata presentata come una risposta al decreto-legge sulla sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri il 20 ottobre. Il provvedimento introduce il reato di violenza organizzata durante le manifestazioni pubbliche, punibile fino a 5 anni di carcere, amplia il fermo preventivo e prevede 500 militari aggiuntivi per Milano. Secondo il movimento, queste misure servirebbero a rendere le piazze facilmente controllabili e a intimidire chi protesta.

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L’organizzazione ha invitato i partecipanti a non recarsi nei luoghi già diffusi, sostenendo che lì non sarebbero presenti i promotori. La nuova impostazione prevede che collettivi, associazioni, gruppi spontanei e semplici comitive si incontrino autonomamente e raggiungano il punto più vicino, per poi confluire in un’unica piazza.


Una mobilitazione senza piazza fissa

Il movimento rivendica una struttura priva di un centro di comando unico. Ai partecipanti viene chiesto di muoversi insieme, senza attendere ordini centralizzati, così da rendere più difficile la formazione preventiva di cordoni o l’individuazione di un unico obiettivo.

La scelta nasce dalla volontà dichiarata di non offrire bersagli facilmente delimitabili e di sottrarsi alle cosiddette zone rosse. Il Movimento 17 ottobre sostiene che cambiare itinerario non significhi rinunciare alla protesta, ma proteggerne la partecipazione collettiva.


Negozi aperti sotto osservazione

Le stazioni ferroviarie milanesi saranno monitorate per controllare eventuali arrivi organizzati da altre località della Lombardia. L’attenzione riguarderà anche sedi politiche, luoghi simbolici e aree commerciali del centro, mentre già dalla mattina saranno valutati possibili raduni diretti verso le zone centrali.

La Rinascente ha previsto la chiusura alle 15. I negozi del centro e le boutique del Quadrilatero della moda decideranno invece caso per caso; alcuni esercenti hanno predisposto pannelli per difendere le vetrine. Il sindaco Giuseppe Sala ha invitato a non alimentare una chiusura generalizzata per paura.

Luigi Ferrario, presidente di Real Baires, l’associazione dei commercianti di corso Buenos Aires, ha confermato che le attività della zona resteranno operative: «Siamo tutti in allerta, ma le nostre saracinesche restano su, come ci ha invitato a fare il sindaco. Noi non cediamo alla paura».

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