Milano, cortei a sorpresa: negozi aperti e oltre mille agenti in campo
Il Movimento 17 ottobre cambia all’ultimo momento i luoghi delle mobilitazioni, mentre a Milano e Roma vengono rafforzati controlli e presidi per scongiurare nuovi disordini.
A Milano molti esercizi commerciali hanno scelto di non abbassare le saracinesche nonostante l’allerta per le manifestazioni di sabato 24 ottobre. La Rinascente terminerà l’attività alle 15, mentre i negozi del centro e le boutique del Quadrilatero della moda decideranno individualmente come organizzarsi. Alcuni hanno già installato pannelli a protezione delle vetrine.
«Siamo tutti in allerta, ma le nostre saracinesche restano su, come ci ha invitato a fare il sindaco. Noi non cediamo alla paura», ha affermato Luigi Ferrario, presidente di Real Baires, l’associazione dei commercianti di corso Buenos Aires.
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Milano rafforza i controlli nelle stazioni
Il dispositivo di sicurezza si concentrerà anche sugli scali ferroviari milanesi, per intercettare eventuali arrivi di manifestanti provenienti da altre città lombarde. L’attenzione riguarderà inoltre sedi politiche, aree simboliche, zone dello shopping e possibili punti di aggregazione, dentro e fuori dal centro.
Le autorità intendono prevenire raduni improvvisi e tentativi di raggiungere le aree centrali. Il sindaco di Milano Giuseppe Sala ha invitato gli esercenti a non alimentare una reazione dettata dal timore e a evitare chiusure generalizzate.
A Roma scatta la strategia di saturazione
Nella capitale il piano è stato definito durante un tavolo tecnico presieduto dal questore Roberto Massucci. Per la giornata sono previste due manifestazioni regolarmente preannunciate, mentre il Movimento 17 ottobre ha annunciato ulteriori iniziative.
Saranno impiegati più di mille operatori delle forze dell’ordine. Polizia ferroviaria e carabinieri presidieranno stazioni e aree urbane, affiancando gli uffici della questura; droni ed elicotteri contribuiranno alla sorveglianza dall’alto. I controlli interesseranno il centro storico, le vie di collegamento tra periferia e centro e la metropolitana, con verifiche anche preventive.
L’obiettivo è individuare possibili gruppi intenzionati a compiere azioni improvvise e monitorare gli ambienti degli ultras, dai quali potrebbero partire contro-mobilitazioni. La questura ribadisce di voler proteggere il diritto di manifestare, ma esclude tolleranza per violazioni della legge o comportamenti lesivi dei diritti altrui.
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Il movimento cambia i punti di ritrovo
Il Movimento 17 ottobre ha cancellato i concentramenti annunciati in precedenza, compreso quello di piazza Duomo a Milano. I nuovi luoghi saranno comunicati alle 14.30, quando verranno indicati tre punti distinti in ciascuna città; alle 15.30, invece, i gruppi dovrebbero confluire verso un’unica destinazione finale.
La scelta, spiegano gli organizzatori, punta a evitare luoghi facilmente delimitabili e controllabili. Ai partecipanti viene chiesto di muoversi in gruppi già costituiti e di raggiungere il punto più vicino, senza recarsi negli spazi indicati negli appelli precedenti.
Proteste dopo gli scontri di ottobre
Le nuove modalità arrivano dopo le devastazioni e i saccheggi verificatisi a Milano tra sabato 17 e domenica 18 ottobre. In seguito a quei disordini, il governo ha approvato un decreto-legge sulla sicurezza che introduce un nuovo reato legato alla violenza organizzata durante le manifestazioni, con pene fino a 5 anni di carcere, amplia il fermo preventivo e prevede 500 militari aggiuntivi per Milano.
Il movimento considera il provvedimento una risposta repressiva al disagio sociale e sostiene che la presenza di forze dell’ordine e mezzi blindati serva a condizionare in anticipo le piazze. Nel comunicato diffuso sui social, gli organizzatori hanno scritto: «Non rinunciamo a scendere in strada: cambiamo il modo in cui lo facciamo».
Allerta estesa a diverse città
L’attenzione degli apparati di sicurezza non riguarda soltanto Milano e Roma. Mobilitazioni sono state annunciate anche a Bologna, Genova e Bari, mentre il monitoraggio delle conversazioni sulle piattaforme digitali è stato intensificato per individuare possibili blitz organizzati all’ultimo momento.
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, parlando da Treviso, ha spiegato: «Abbiamo pianificato tutto quello che era pianificabile; abbiamo rinforzato tutti i dispositivi, non solo a Milano ma ci sono attenzioni anche in altre città in cui potrebbero essere preannunciate iniziative, Roma in primis». A Milano il ritrovo di piazza Duomo è stato quindi revocato: i tre nuovi punti di concentramento saranno resi noti soltanto nel pomeriggio.
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