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Attualità 3 min di lettura1 ora fa

Milano, negozi aperti ma piazze imprevedibili: la sfida di sabato

Commercianti e autorità preparano una giornata ad alta tensione, mentre il Movimento 17 ottobre cambia all’ultimo momento i luoghi dei cortei.

A Milano le saracinesche dei negozi resteranno alzate, nonostante l’allerta per le manifestazioni annunciate in città. «Siamo tutti in allerta, ma le nostre saracinesche restano su, come ci ha invitato a fare il sindaco. Noi non cediamo alla paura», ha detto Luigi Ferrario, presidente di Real Baires, l’associazione dei commercianti di corso Buenos Aires.

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Negozi aperti, controlli rafforzati

La Rinascente ha previsto la chiusura anticipata alle 15, mentre boutique e attività del centro decideranno autonomamente come organizzarsi. Alcuni esercenti hanno predisposto pannelli per proteggere le vetrine, ma l’invito del sindaco Giuseppe Sala a non alimentare una reazione eccessiva sembra essere stato accolto dalla maggior parte dei commercianti.

Le stazioni milanesi saranno sorvegliate con particolare attenzione per intercettare eventuali arrivi dalle altre città lombarde. Il dispositivo riguarderà anche le sedi della politica, le zone più frequentate del centro e le aree commerciali di maggiore pregio, con controlli già dalla mattina per prevenire raduni diretti verso il cuore della città.


La piazza cambia indirizzo

Il Movimento 17 ottobre ha rinunciato ai punti di ritrovo comunicati in precedenza, tra cui piazza Duomo. La decisione riguarda anche piazza Nettuno a Bologna e gli altri luoghi già indicati: secondo l’organizzazione, renderli pubblici in anticipo avrebbe consentito alle forze dell’ordine di predisporre cordoni e blocchi.

I nuovi appuntamenti saranno comunicati alle 14.30, quando verranno indicati tre concentramenti distinti in ogni città. I partecipanti sono invitati a muoversi in piccoli gruppi e a raggiungere il punto più vicino; alle 15.30, invece, dovrebbe essere reso noto il luogo verso cui confluiranno i tre cortei.


Allerta in diverse città

L’attenzione delle autorità non riguarda soltanto Milano. Le mobilitazioni annunciate coinvolgono anche Roma, Bologna, Genova e Bari, mentre il sistema nazionale di prevenzione è stato rafforzato dopo le devastazioni e i saccheggi avvenuti nel capoluogo lombardo durante il fine settimana precedente.

Da Treviso, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha assicurato che i piani sono stati predisposti anche per gli altri centri interessati. «Abbiamo pianificato tutto quello che era pianificabile; abbiamo rinforzato tutti i dispositivi, non solo a Milano ma ci sono attenzioni anche in altre città», ha dichiarato, indicando Roma come una delle aree osservate con maggiore cura.

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Roma sorvegliata anche dall’alto

Nella capitale il piano è stato definito durante una riunione tecnica presieduta dal questore Roberto Massucci. Sono previste due manifestazioni regolarmente annunciate, oltre ad altre iniziative attribuite al Movimento 17 ottobre; per questo verranno controllati sia i luoghi fisici sia gli spazi telematici considerati sensibili.

Più di mille operatori saranno impegnati nei servizi. La Polfer presidierà le principali stazioni, i carabinieri affiancheranno gli uffici della questura e saranno utilizzati droni, elicotteri della Polizia e mezzi aerei dell’Arma. L’obiettivo è individuare in anticipo eventuali gruppi intenzionati a compiere azioni improvvise, senza impedire il diritto a manifestare quando esercitato nel rispetto delle norme e delle altre persone.


Il governo risponde alle proteste

La nuova strategia del movimento arriva dopo il decreto-legge sulla sicurezza approvato dal Consiglio dei ministri martedì 20 ottobre. Il provvedimento introduce il reato di violenza organizzata durante le manifestazioni pubbliche, punibile con una pena fino a 5 anni, amplia la possibilità di fermo preventivo e prevede 500 militari aggiuntivi per Milano.

Per il Movimento 17 ottobre, la rapidità con cui il testo è stato elaborato e applicato dimostrerebbe la volontà dell’esecutivo di affrontare il disagio sociale attraverso soldati, arresti e decreti. L’organizzazione sostiene che l’apparato di sicurezza punti a rendere controllabili le piazze prima ancora del loro riempimento e rivendica un modello di mobilitazione senza luoghi prestabiliti.


Il nodo della sicurezza

La giornata si svolge dunque in un clima segnato dal confronto tra il governo e i promotori delle proteste. Da una parte ci sono presidi, controlli, mezzi blindati e aree sottoposte a sorveglianza; dall’altra, un movimento che intende mantenere segreti i punti di ritrovo fino a pochi minuti dall’avvio.

Il Movimento 17 ottobre afferma di non voler rinunciare alla strada, ma di voler modificare il modo di organizzare i cortei per evitare che i partecipanti diventino obiettivi facilmente individuabili. Le autorità, intanto, cercano di impedire nuovi disordini e di proteggere persone, attività commerciali e infrastrutture senza cancellare la possibilità di esprimere il dissenso.

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