Vinted, annunci sospetti dopo i saccheggi: scatta la stretta in Francia
La piattaforma ha cancellato inserzioni legate alle proteste e promette verifiche più severe, mentre Parigi coinvolge i principali siti di compravendita online.
Vinted ha eliminato alcuni annunci ritenuti collegabili ai saccheggi avvenuti durante le proteste in Francia e ha annunciato controlli più rigorosi sugli account. La società ha inoltre confermato che fornirà supporto alle autorità, anche se non è sempre possibile dimostrare che ogni prodotto sospetto provenga davvero da un negozio depredato.
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Vinted rafforza i controlli
La piattaforma ha comunicato di avere introdotto misure immediate per individuare le inserzioni irregolari. Tra gli interventi annunciati figurano la cancellazione dei contenuti dubbi e la chiusura dei profili che non rispettano le regole del servizio.
La decisione è arrivata dopo il coinvolgimento diretto delle autorità francesi. I rappresentanti di Vinted e di altri portali di vendita sono stati convocati per discutere la rimozione degli oggetti che potrebbero essere stati messi in circolazione dopo le razzie.
Le richieste arrivate da Parigi
Gabriel Attal, esponente di Renaissance ed ex primo ministro, ha chiesto a Vinted, Leboncoin e alle altre piattaforme di aiutare gli investigatori a risalire agli autori delle vendite. Intervenendo a Rtl, ha spiegato: «Quando vediamo giovani che sui social o sulle piattaforme di vendita online si mostrano con beni rubati per rivenderli, dobbiamo essere in grado di identificarne almeno una parte».
Anche Jordan Bardella, presidente del Rassemblement National, ha sollecitato una reazione severa. La sua posizione è stata netta: «I francesi non tollereranno che dei predatori si arricchiscano sulle spalle della collettività con i frutti delle loro razzie».
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Cosmetici, maglie e smartphone
Le inserzioni finite sotto osservazione riguardano categorie molto diverse: prodotti di bellezza, scarpe da ginnastica, capi d’abbigliamento, borse, telefoni e articoli firmati. In diversi casi gli oggetti risultavano ancora dotati di cartellini o placche antitaccheggio, elementi che hanno alimentato i sospetti.
Alcuni venditori avrebbero richiamato direttamente le manifestazioni nelle descrizioni, usando formule come «trucco 17 ottobre» oppure «maglione rubato durante la manifestazione del 17 ottobre». Tra i prodotti segnalati c’è anche una maglia del Lille, ancora provvista del dispositivo antitaccheggio.
Video e saccheggi nel Paese
Il negozio ufficiale del Lille, situato nel capoluogo dell’Alta Francia, è stato tra gli esercizi presi di mira. Nel frattempo, su TikTok e X sono stati condivisi filmati di persone che mostrano borse colme di prodotti e indirizzano gli utenti verso i propri profili di vendita.
Le stime citate nel dibattito politico parlano di almeno duemila attività commerciali danneggiate in Francia durante il fine settimana. Proprio la diffusione di immagini e offerte online ha spinto il governo a chiedere alle piattaforme di intervenire e di collaborare con le forze dell’ordine.
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