Video e guadagni sotto esame: la stretta di TikTok dopo gli scontri
Dopo le violenze a Milano, Torino e Bologna, la piattaforma annuncia più controlli sui filmati, nuove restrizioni nelle ricerche e limiti temporanei alla monetizzazione delle dirette
La risposta di TikTok agli episodi avvenuti nelle piazze di Milano, Torino e Bologna riguarda sia la circolazione dei contenuti sia il modo in cui alcuni autori possono ricavarne denaro. La piattaforma vuole rafforzare i controlli sui video violenti o collegati ad attività criminali, senza impedire la diffusione delle immagini utili a raccontare le proteste.
L’intervento arriva mentre TikTok teme una nuova ondata di filmati problematici già dal prossimo fine settimana. L’azienda ribadisce di respingere ogni forma di violenza e di non consentire pubblicazioni che la incoraggino o promuovano saccheggi e rapine.
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Più controlli senza oscurare le proteste
Il punto centrale della strategia è separare la cronaca degli eventi dai contenuti che spingono all’azione violenta. In una comunicazione diffusa dai responsabili italiani, TikTok afferma: «Distinguiamo tra i contenuti che documentano le proteste e quelli che incitano alla violenza», con l’obiettivo di tutelare l’accesso alle informazioni e il confronto pubblico.
Per applicare questa distinzione è stata costituita una squadra dedicata, mentre la moderazione dei contenuti verrà intensificata. Tra gli strumenti indicati dalla piattaforma figurano anche sistemi capaci di analizzare immagini e audio, che TikTok sostiene di utilizzare con finalità di controllo e applicazione delle proprie regole.
Ricerca e dirette finiscono nel mirino
La società ha annunciato la rimozione dei filmati non conformi, la sospensione delle dirette e il blocco degli account responsabili di violazioni. Ha inoltre spiegato di collaborare con soggetti ritenuti affidabili, compresi verificatori indipendenti, per individuare in anticipo possibili minacce.
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Cambieranno anche alcune funzioni legate alle ricerche. TikTok prevede di impedire l’accesso a termini che incitano alla violenza o a reati, di disattivare il completamento automatico per le ricerche sulle proteste e di ridurre i suggerimenti associati a questi argomenti.
Stretta temporanea sui guadagni
La misura con l’impatto più diretto per chi trasmette in diretta riguarda la monetizzazione. TikTok ha comunicato che limiterà provvisoriamente alcune possibilità di guadagno nelle dirette dedicate alle proteste, per evitare che gli eventi vengano sfruttati economicamente.
La restrizione si aggiunge alla rimozione dei contenuti e alla chiusura degli account, ma non equivale a un divieto generale di raccontare quanto accade nelle piazze. La piattaforma sostiene infatti di voler mantenere disponibile l’informazione sulle proteste, intervenendo sui materiali che promuovono violenza, saccheggi o altre attività criminali.
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