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Attualità 2 min di lettura21 ott

Booking.com sotto esame: l’Ue teme truffe e pubblicità poco chiare

La Commissione europea vuole capire se il portale abbia protetto gli utenti dai raggiri e rispettato gli obblighi di trasparenza previsti dal regolamento sui servizi digitali.

Booking.com assicura di voler collaborare con le autorità europee e indica nella sicurezza dei viaggiatori una delle proprie priorità. La piattaforma dovrà però rispondere ai dubbi della Commissione europea sulla gestione degli annunci ingannevoli, dei tentativi di phishing e delle inserzioni a pagamento non riconoscibili.

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Booking.com promette piena collaborazione

Dopo l’avvio del procedimento, il portale ha fatto sapere di essere pronto «a collaborare pienamente con la Commissione europea» e a partecipare in modo costruttivo al confronto previsto dal regolamento sui servizi digitali. La società, secondo quanto riportato nel testo di partenza, ha inoltre richiamato il proprio impegno per la tutela dei dati personali e per la sicurezza degli utenti.

Booking.com sostiene di voler contrastare frodi e criminalità informatica, proteggendo sia chi prenota un alloggio sia le strutture presenti sulla piattaforma. La risposta non chiude tuttavia il caso: l’indagine dovrà stabilire se le misure adottate siano state sufficienti rispetto agli obblighi europei.


Tre dubbi sulla gestione degli annunci

Uno dei punti riguarda i possibili attacchi di phishing ai danni delle persone che effettuano una prenotazione. Bruxelles vuole verificare se Booking.com abbia individuato con adeguata precisione i rischi connessi all’uso dei dati degli utenti e se abbia predisposto contromisure efficaci per limitarli.

L’attenzione si concentrerà anche sulla visibilità degli annunci sponsorizzati. Le strutture che pagano per comparire nelle posizioni più alte dei risultati dovrebbero essere riconoscibili come contenuti pubblicitari; la Commissione sospetta invece che questa indicazione non sia stata sempre fornita in modo sufficientemente chiaro.

Il terzo fronte riguarda la presenza di offerte fraudolente o comunque non conformi alle regole. Gli accertamenti serviranno a capire se il portale abbia ridotto in maniera adeguata la probabilità che tali annunci raggiungessero gli utenti.

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Bruxelles richiama le responsabilità

L’iniziativa rientra nell’applicazione del Digital Services Act, il regolamento dell’Unione europea che impone alle grandi piattaforme di valutare e contenere i rischi legati ai propri servizi. Henna Virkkunen, vicepresidente della Commissione, ha sottolineato: «I cittadini europei dovrebbero poter prenotare le proprie vacanze senza il timore di essere truffati».

Secondo Virkkunen, le piattaforme hanno compiti precisi nella prevenzione di questi pericoli e Booking.com, principale portale europeo per le prenotazioni, dovrà dimostrare di averli affrontati con la necessaria serietà. L’apertura dell’indagine non equivale comunque a una conclusione sulle eventuali violazioni.


Il precedente del caso Meta

Il procedimento rappresenta il secondo fascicolo europeo dedicato alle frodi digitali sulla base del Dsa. Il precedente risale all’aprile 2024, quando la Commissione avviò un’azione nei confronti di Meta.

I due procedimenti hanno però oggetti differenti. Quello riguardante Meta si concentrava soprattutto sulla pubblicità fraudolenta diffusa attraverso i social network, mentre il caso Booking.com ha un ambito più circoscritto e riguarda i raggiri collegati agli alloggi e ai sistemi di prenotazione.

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