Basket greco sotto shock: mezzo milione sequestrato e vertici arrestati
L’indagine ipotizza una rete di partite alterate e scommesse illegali estesa dalla massima serie ai tornei giovanili.
Oltre 500mila euro in contanti sono stati trovati e sequestrati durante una serie di perquisizioni legate all’inchiesta che sta scuotendo la pallacanestro greca. L’operazione ha portato all’arresto, secondo quanto riferito da CNN Grecia, di Vangelis Liolios, presidente della Federazione ellenica di basket, insieme ad altri esponenti del movimento nazionale.
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Il denaro nascosto accende l’indagine
Gli investigatori hanno passato al setaccio abitazioni, uffici privati e sedi istituzionali riconducibili alle persone sotto esame. Nella casa di uno dei principali indagati, situata in provincia, è stata rinvenuta una somma superiore al mezzo milione di euro, custodita in modo da non risultare immediatamente visibile.
Le autorità avrebbero inoltre recuperato altra liquidità di provenienza non chiarita, documenti contabili paralleli e dispositivi elettronici. Il materiale è ora al vaglio degli inquirenti, che stanno analizzando anche telefoni criptati e tracce finanziarie per verificare l’eventuale presenza di ulteriori complici.
Dalla A1 ai tornei giovanili
L’indagine, condotta in riservatezza per diversi mesi sotto il coordinamento della Procura dello Sport, punta a ricostruire un presunto sistema di alterazione delle competizioni. L’ipotesi non riguarda soltanto la A1, il principale campionato nazionale, ma anche i tornei giovanili e i campionati juniores denominati “Efibika”.
Secondo gli elementi finora emersi, le manipolazioni avrebbero interessato anche mercati di scommessa molto specifici: differenze di punteggio, risultati dei singoli quarti e rendimento statistico dei giovani giocatori. Dirigenti federali, intermediari, arbitri e tesserati sarebbero stati coinvolti, con un possibile giro d’affari collegato alle scommesse e al riciclaggio di denaro.
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La federazione rischia il commissariamento
L’arresto di Liolios e il coinvolgimento dei vertici della Federazione greca aprono una fase di forte instabilità istituzionale. Le conseguenze potrebbero riguardare anche lo svolgimento regolare dei campionati in corso, mentre non si esclude l’ipotesi di un intervento delle autorità sportive e governative.
Nel frattempo, tra le prime reazioni c’è quella di Dimitris Giannakopoulos, proprietario del Panathinaikos. In alcune storie pubblicate su Instagram, il dirigente ha commentato con toni duri l’evoluzione dell’inchiesta: «Volevate anche una guerra contro di me. Pensavate di vincere. Non vi siete informati? Una sconfitta, e anche quella, se voglio, oggi alle 14:00 la ribalto, ma lasciamola pure lì dov’è. Un bacino a tutti voi».
Giannakopoulos ha poi contestato chi, negli anni, aveva messo in dubbio i risultati del suo club. «Aspetto di vedere la posizione delle persone che per tutti questi anni, senza che nessuno fosse mai stato accusato, senza che nessuno fosse mai stato condannato dalle autorità, hanno diffamato e sminuito le nostre vittorie, i nostri campionati», ha scritto, chiedendo quale sarà la loro reazione davanti agli sviluppi dell’indagine.
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