Gabès, protesta ambientale sotto accusa: condanna sospesa per gli attivisti
Stop Pollution denuncia sei mesi di reclusione con pena sospesa dopo il sit-in del 2020 contro l’inquinamento del polo chimico tunisino.
Alla vigilia della decisione giudiziaria, Stop Pollution Gabès ha portato la solidarietà davanti al tribunale, segnalando anche nuove fughe industriali e il ritorno in funzione di impianti ormai obsoleti. La campagna ambientalista considera il procedimento un tentativo di intimidire chi protesta e prepara altre iniziative per rivendicare il diritto degli abitanti a un ambiente salubre.
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Gabès resta stretta tra salute e industria
Da anni la popolazione denuncia gli effetti della produzione di fosfati nell’area: fumi e scarichi di fosfogesso raggiungono il Golfo di Gabès, con conseguenze temute per la salute, la pesca e l’equilibrio del mare. Gli episodi di intossicazione e i problemi respiratori, segnalati anche tra gli studenti, hanno alimentato le mobilitazioni contro il polo chimico.
Le autorità tunisine hanno promesso di rimuovere le strutture industriali più inquinanti, ma gli interventi non hanno ancora risolto la crisi. Stop Pollution chiede quindi lo smantellamento degli impianti contestati e definisce la vicenda giudiziaria una forma di criminalizzazione della protesta ambientale.
Sei mesi sospesi dopo il sit-in
Il tribunale di Gabès ha inflitto sei mesi di carcere con sospensione della pena a diversi attivisti. Il procedimento era stato avviato dal Gruppo chimico tunisino, società pubblica indicata dalla campagna come parte danneggiata nel processo.
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I fatti risalgono al 2020, quando tredici persone organizzarono un sit-in davanti alla sede regionale dell’azienda. La manifestazione chiedeva tutela della salute, un ambiente non nocivo e condizioni favorevoli allo sviluppo sostenibile; tra gli imputati c’è anche Khayreddine Debia, esponente di Stop Pollution.
Un contenzioso iniziato nel 2023
Nel marzo 2023 dodici partecipanti erano stati condannati in contumacia a un anno di reclusione, mentre per un altro imputato era stata stabilita una pena di otto mesi. Le accuse riguardavano l’ostacolo alla libertà di lavoro, e gli attivisti avevano poi presentato opposizione.
La nuova pronuncia è arrivata a un anno dallo sciopero generale del 21 ottobre 2025, giornata accompagnata a Gabès da una grande protesta popolare contro l’inquinamento industriale. La mobilitazione aveva riportato al centro il conflitto tra le attività del polo chimico e le richieste degli abitanti della regione.
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