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Attualità 2 min di lettura42 min fa

Francia, nessuna risposta dal governo: la Cgt prepara la protesta del 5 novembre

Dopo l’incontro con Sébastien Lecornu, Sophie Binet denuncia l’assenza di misure concrete e invoca una mobilitazione generale sempre più ampia.

L’incontro con i sindacati non ha prodotto gli annunci attesi dalla Cgt. Sophie Binet, segretaria generale del sindacato, ha quindi rilanciato l’appello a una grande mobilitazione per il 5 novembre, lasciando intendere che la protesta potrebbe trasformarsi successivamente in uno sciopero.

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La Cgt chiede risposte immediate

Sébastien Lecornu ha incontrato oggi le organizzazioni sindacali, che volevano sottoporre al governo le proprie rivendicazioni e ottenere impegni politici precisi. Al termine del colloquio, Binet ha però segnalato l’assenza di provvedimenti concreti.

«Siamo venuti per ottenere risposte concrete e immediate alla rabbia sociale. Il Primo Ministro e il governo non hanno annunciato alcuna misura, né alcuna considerazione delle nostre richieste», ha affermato la dirigente della Cgt.

Secondo Binet, l’esecutivo non avrebbe dato seguito alle richieste avanzate durante il confronto. Per questo la sindacalista ha invitato a costruire «la più ampia mobilitazione generale possibile» in vista del 5 novembre.


Proteste giovanili, cresce la tensione

La leader sindacale ha inoltre contestato l’idea di affrontare le manifestazioni attraverso un rafforzamento delle misure di sicurezza e della repressione. A suo giudizio, una simile risposta non affronta le cause del malcontento sociale.

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Binet ha riferito di aver chiesto al governo di interrompere quello che ha definito il disprezzo e l’umiliazione rivolti a giovani e lavoratori. Lecornu avrebbe promesso di ricevere le organizzazioni giovanili, ma senza fissare ancora una data.

«Ogni ora conta, devono essere ricevute immediatamente, altrimenti la rabbia continuerà a crescere», ha insistito Binet. La segretaria della Cgt ha poi sostenuto che il nodo non sia la manifestazione del malcontento, bensì le scelte politiche che lo alimentano.


Verso un possibile sciopero

Per la Cgt, la giornata del 5 novembre potrebbe rappresentare soltanto l’inizio di una fase di protesta più ampia. Binet ha infatti indicato lo sciopero come il possibile passo successivo, qualora dal governo non arrivassero risposte alle richieste dei sindacati.

La mobilitazione resta dunque legata all’atteggiamento dell’esecutivo dopo il confronto con le parti sociali. Al momento, però, l’incontro si è chiuso senza annunci concreti e con la denuncia sindacale di una rabbia destinata ad aumentare.

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