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Attualità 2 min di lettura1 ora fa

Francia, Macron avverte: sabato tolleranza zero. La Cgt prepara la piazza

Dopo le violenze del 17 ottobre, il presidente annuncia nuove restrizioni per le manifestazioni mentre Sophie Binet rilancia la mobilitazione sindacale del 5 novembre.

Le autorità francesi si preparano a una nuova giornata di proteste tra controlli rafforzati e accuse di disinformazione. Da Doha, Emmanuel Macron ha escluso un’ingerenza straniera diretta negli episodi del 17 ottobre, ma ha denunciato una campagna informativa esterna costruita successivamente sui fatti.

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Macron promette controlli più rigidi

Il presidente ha riferito che alcune immagini generate con l’intelligenza artificiale avrebbero rappresentato scene mai avvenute in Francia. Ha inoltre respinto le ricostruzioni secondo cui il Paese sarebbe stato travolto da migranti e islamisti, definendole completamente false.

In vista delle manifestazioni di sabato, Macron ha confermato l’adozione di misure già utilizzate in precedenza, tra cui il coprifuoco e il divieto di assembramento. «A chiunque intenda creare disordini nei centri cittadini sabato prossimo, verrà impedito di farlo», ha avvertito, chiedendo che non rimangano margini di incertezza sull’intervento delle autorità.


La Cgt alza il livello dello scontro

Sul piano sociale, Sophie Binet ha invitato i lavoratori a partecipare il 5 novembre alla più vasta mobilitazione possibile. La segretaria generale della Cgt ha aggiunto che, dopo quella giornata, la protesta dovrebbe trasformarsi in uno sciopero.

L’appello è arrivato dopo il confronto tra il primo ministro Sébastien Lecornu e le organizzazioni sindacali, che chiedevano risposte politiche alle proprie rivendicazioni. Binet ha giudicato insufficienti gli esiti dell’incontro e ha accusato l’esecutivo di non aver presentato interventi concreti né di aver preso in considerazione le richieste avanzate.


Giovani e governo ancora distanti

La dirigente della Cgt ha contestato anche l’approccio securitario adottato dalle istituzioni. A suo giudizio, la risposta alla protesta non può consistere in repressione e misure di sicurezza, ma deve affrontare le cause del malcontento tra giovani e lavoratori.

Binet ha ottenuto l’impegno a convocare le organizzazioni giovanili, anche se il governo non ha indicato una data. Il ministro Geffray ha invece annunciato per lunedì un incontro con studenti e regioni, durante il quale dovrebbero essere illustrate le prime misure. «Il problema non è la rabbia che si esprime, ma la politica che la provoca», ha sostenuto la sindacalista.


Inchiesta sulle violenze del 17 ottobre

Macron ha spiegato di aver chiesto chiarimenti sugli avvenimenti verificatisi in diverse città e di aver predisposto una linea d’azione. Per domani mattina è stata convocata una riunione con i servizi d’intelligence, il primo ministro e i ministri competenti, così da ricostruire in dettaglio quanto accaduto.

Il capo dello Stato ha definito inaccettabili gli episodi dello scorso 17 ottobre e ha detto di voler arrivare alla piena ricostruzione dei fatti. Nel frattempo, il governo si prepara a gestire il prossimo appuntamento di piazza mentre la Cgt mantiene aperta la prospettiva di uno sciopero nazionale.

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