70 miliardi e l’ultimatum: Vannacci accusa Zelensky di ricatto
Durante la plenaria di Strasburgo, il leader di Futuro Nazionale contesta la strategia del presidente ucraino e critica le priorità economiche dell’Unione europea.
La richiesta di nuovi aiuti all’Ucraina diventa, nelle parole di Roberto Vannacci, il simbolo di una pressione esercitata sull’Europa attraverso il rischio di una nuova emergenza migratoria. Il leader di Futuro Nazionale ha attaccato Volodymyr Zelensky durante la plenaria di Strasburgo, collegando il possibile arrivo di milioni di profughi alla domanda di 70 miliardi di euro.
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L’accusa di Vannacci a Zelensky
Secondo Vannacci, il presidente ucraino avrebbe trasformato il tema della protezione dell’Europa in uno strumento di ricatto. «O mi date 70 miliardi, o vi faccio invadere da 20 milioni di ucraini», ha affermato, presentando così la posizione attribuita a Zelensky come un cambio di linea rispetto all’appello iniziale a combattere per la sicurezza delle famiglie europee.
L’intervento è arrivato dopo la missione di Zelensky a Bruxelles, svolta in occasione del Consiglio europeo. In quella circostanza, il presidente ucraino aveva avvertito che una sconfitta di Kiev avrebbe potuto spingere verso l’Europa un vasto movimento di persone in fuga dall’occupazione russa. Vannacci ha accostato questa impostazione a quella di Recep Tayyip Erdogan, ricordando i pagamenti annuali della Commissione Europea alla Turchia per limitare i flussi di profughi e citando anche l’invasione turca di Cipro del 1974.
Guerra, bilancio e famiglie
Nel mirino del leader di Futuro Nazionale è finita anche Ursula von der Leyen. Vannacci ha sostenuto che la presidente della Commissione Europea, dopo aver lasciato il luogo dei lavori, stia spingendo per un incremento delle risorse comuni e prospettando riduzioni alla politica agricola comune pur di mantenere il sostegno alla guerra.
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La sua critica riguarda soprattutto il contrasto tra le somme destinate al conflitto e le difficoltà economiche interne all’Unione. «Intanto le famiglie europee non arrivano a fine mese, le imprese chiudono e il costo dell’energia ha superato ormai quello dell’oro», ha dichiarato, sottolineando che, a suo giudizio, le risorse vengono reperite per finanziare la guerra mentre mancherebbe la volontà politica di cercare un accordo.
Vannacci ha infine contrapposto quella che definisce una pace difficile alla prosecuzione del conflitto, sostenendo che anche una soluzione insoddisfacente sarebbe preferibile alla guerra attualmente sostenuta dai Paesi europei.
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