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Attualità 2 min di lettura2 ore fa

Verona, tre comandanti sotto indagine per l’esplosione del 14 ottobre

L’inchiesta riguarda l’intervento del 14 ottobre 2025, costato la vita a tre militari dell’Arma nel Veronese

La Procura di Verona ha iscritto nel registro degli indagati tre ufficiali per la morte di tre carabinieri nell’esplosione di Castel d’Azzano. L’incidente avvenne il 14 ottobre 2025 durante un intervento in un casolare occupato dai fratelli Ramponi.

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I tre ufficiali coinvolti

L’indagine riguarda Vincenzo Spataro, alla guida della compagnia di Villafranca, Antonio Sframeli, che all’epoca dirigeva il reparto operativo, e Claudio Papagno, allora comandante dei carabinieri nella provincia veronese. Per tutti l’ipotesi formulata è quella di omicidio colposo plurimo.

I tre militari erano responsabili, a diverso livello, dell’operazione di sgombero eseguita nell’edificio. Gli accertamenti della Procura dovranno chiarire le decisioni assunte nella gestione dell’intervento e le eventuali responsabilità connesse all’esplosione.


Il processo ai fratelli Ramponi

L’inchiesta sui comandanti si affianca al procedimento per strage contro Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi. La Corte d’Assise di Verona, nella prima udienza, ha respinto la richiesta di sottoporre i tre imputati a una valutazione psichiatrica.

La domanda era stata riproposta dalle difese di Franco e Dino dopo un precedente diniego del giudice dell’udienza preliminare. L’esame avrebbe dovuto verificare la loro capacità di intendere e volere quando si verificarono i fatti, oltre all’idoneità a seguire consapevolmente il dibattimento.

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I morti e i feriti

Per la prima volta, i tre fratelli sono comparsi insieme davanti ai giudici, arrivando da istituti penitenziari differenti e accompagnati dalla polizia penitenziaria. Dino e Maria Luisa, rispettivamente di 64 e 60 anni, si sono sistemati nella parte anteriore dell’aula; Franco, 66 anni, ha preso posto alle loro spalle.

Nell’esplosione persero la vita Marco Piffari, 56 anni, Valerio Daprà, anche lui 56enne, e Davide Bernardello, di 36 anni. Piffari apparteneva alla Squadra operativa di supporto del quarto Battaglione carabinieri Veneto, Daprà operava nell’Aliquota di Primo intervento e Bernardello faceva parte del dispositivo impegnato sul posto.

Altri 25 tra vigili del fuoco e militari rimasero feriti durante il sopralluogo. Tra le persone colpite ci fu anche Maria Luisa Ramponi, che riportò ustioni mentre indossava ancora i guanti.

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