938notizie oggi Scopri i vantaggi
Attualità 2 min di lettura25 min fa

Verona, tre comandanti indagati per la morte dei carabinieri

La Procura di Verona verifica la gestione dell’intervento costato la vita a tre militari il 14 ottobre 2025

Tre comandanti dei carabinieri risultano indagati a Verona per la morte di tre militari nell’esplosione di Castel d’Azzano. L’inchiesta riguarda le decisioni assunte durante l’intervento del 14 ottobre 2025.

Offerta del giorno30 ottobre

GioiaPura

-15% su tutto da GioiaPura

Scade tra 62 giorni
*********


Il processo ai fratelli Ramponi

L’indagine sui vertici dell’Arma procede mentre è già iniziato il processo a Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi. Il procedimento per strage è stato aperto lunedì 26 ottobre davanti alla Corte d’Assise di Verona.

Secondo la ricostruzione investigativa, Maria Luisa Ramponi avrebbe innescato l’esplosione gettando un accendino sul pavimento cosparso di benzina. Nel casolare erano state collocate bombole di gas e bottiglie incendiarie nel tentativo di impedire lo sgombero.


La richiesta di sospendere il procedimento

Nel corso dell’udienza disciplinare svolta a Venezia, l’avvocato Gianfranco Ceoletta ha chiesto di fermare il procedimento nei confronti dei tre ufficiali, richiamando l’indagine penale condotta dalla Procura di Verona. La Procura generale di Venezia si è opposta, definendo i due procedimenti «percorsi paralleli che non si sovrappongono».

La difesa ha consegnato una memoria corredata da vari documenti. L’accusa ha chiesto tempo per esaminarla e il collegio presieduto da Lorenzo Miazzi deciderà sulla richiesta il 15 gennaio 2027.


Le verifiche sull’intervento

Gli indagati sono Claudio Papagno, colonnello e comandante provinciale dell’Arma, Antonio Sframeli, tenente colonnello che all’epoca dirigeva il reparto operativo di Verona, e Vincenzo Spataro, capitano alla guida della Compagnia di Villafranca.

Chiedi a Readoo3 / 3 oggi

Fai una domanda su questo articolo o sul suo argomento: l'AI risponde in modo pertinente.

Readoo usa l’AI per rispondere velocemente alle tue domande.

A loro viene contestato di dover chiarire eventuali responsabilità nella preparazione e nella conduzione dell’operazione organizzata per liberare l’abitazione dei tre fratelli. Gli accertamenti riguardano anche il collegamento tra le squadre e la scelta di procedere nonostante i segnali di rischio.


L’odore di gas prima dell’esplosione

Tra gli elementi esaminati figura l’allarme per una possibile fuga di gas. Gli atti del procedimento disciplinare riferiscono che l’odore sarebbe stato percepito alle 3.02 del 14 ottobre 2025, circa undici minuti prima della deflagrazione.

Secondo la Procura generale di Venezia, quell’avvertimento avrebbe dovuto portare alla sospensione dell’azione. L’esplosione del casolare uccise Marco Piffari e Valerio Daprà, entrambi di 56 anni, oltre a Davide Bernardello, che aveva 36 anni.

A sollecitare accertamenti sulle responsabilità, oltre a quelle attribuite ai fratelli Ramponi, erano stati i familiari di Piffari attraverso un esposto. In precedenza, i tre imputati avrebbero già tentato più volte di evitare lo sgombero, anche barricandosi sul tetto e minacciando di far saltare in aria l’edificio.

Ti è piaciuto? Condividilo

Continua a leggere