Esplosione nel Veronese, tre vertici dell’Arma indagati
La Procura di Verona valuta le responsabilità dei vertici dopo il blitz costato la vita a tre militari
Tre ufficiali dei carabinieri sono stati iscritti nel registro degli indagati per omicidio colposo plurimo dopo l’esplosione avvenuta a Castel d’Azzano, nel Veronese, il 14 ottobre 2025.
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La decisione sui fratelli Ramponi
La Corte d’Assise di Verona ha respinto la richiesta delle difese di Franco e Dino Ramponi, che chiedevano una perizia psichiatrica. La stessa istanza era stata già rigettata dalla giudice dell’udienza preliminare Beatrice Marini.
Il presidente Raffaele Ferraro ha spiegato che, prima di raccogliere testimonianze e consulenze, non ci sono elementi sufficienti per disporre l’accertamento. Nell’ordinanza si legge che non è possibile stabilire ora né la capacità degli imputati di intendere e di volere al momento dei fatti né quella di affrontare consapevolmente il processo.
Il giudice ha comunque lasciato aperta la possibilità di rivalutare la questione più avanti: «Resta salvo – ha aggiunto il giudice – un’ulteriore valutazione sulla necessità di esperire una perizia psichiatrica nel corso del processo, dopo l’assunzione delle prove».
I comandanti indagati
L’inchiesta della Procura di Verona riguarda Vincenzo Spataro, comandante della compagnia di Villafranca, Antonio Sframeli, tenente colonnello che all’epoca guidava il reparto operativo, e Claudio Papagno, colonnello al vertice del comando provinciale dei carabinieri di Verona.
L’iscrizione dei tre ufficiali dovrà chiarire eventuali responsabilità nella pianificazione e nella gestione dell’intervento condotto nell’abitazione dei Ramponi. I militari erano arrivati per eseguire una perquisizione e dare seguito a uno sfratto.
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L’esplosione e le vittime
Secondo la ricostruzione dell’accusa, i fratelli Franco, Dino e Maria Luisa Ramponi, rispettivamente di 66, 64 e 60 anni, si erano barricati nella casa. L’edificio era stato saturato con il gas e al suo interno erano state collocate bombole e bottiglie incendiarie.
Il cedimento del tetto provocato dall’esplosione uccise Marco Piffari, 56 anni, comandante della Squadra operativa di supporto del quarto Battaglione carabinieri Veneto, Valerio Daprà, anch’egli 56enne e in servizio nell’Aliquota di Primo intervento, e Davide Bernardello, 36 anni.
Altri 25 operatori arrivati sul posto, tra carabinieri e vigili del fuoco, riportarono ferite durante le operazioni nel casolare.
Il processo già iniziato
Il procedimento contro i tre fratelli è cominciato lunedì 26 ottobre davanti alla Corte d’Assise di Verona. Gli imputati devono rispondere di strage, detenzione di esplosivi e resistenza a pubblico ufficiale.
L’accertamento sulle eventuali responsabilità dei comandanti procede quindi mentre il processo ai Ramponi è già entrato nella fase dibattimentale.
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